Le turbine eoliche sono peggio di Mazinga?

Di Ugo Bardi

5_smashed_griffon_vulture_Tarifa

Mi è arrivata la segnalazione di un blog che ha pubblicato questa foto come dimostrazione dello sterminio degli uccelli causata dalle pale eoliche. Non vi do il link per non far pubblicità al sito in questione, ma se proprio ci tenete potete ritrovare la foto cercando su Google “Tarifa”, “griffon” e “vulture.”

La foto con l’uccello insanguinato, a prima vista, fa impressione. Ma, ragionandoci un po’, vi sembra possibile che una pala eolica non piccola, come sono quelle di Tarifa, tagli in due così di netto un uccello? Nemmeno avesse le lame rotanti, come ce le aveva Mazinga-robot.

In effetti, è un fotomontaggio. Credo che la foto ritragga effettivamente il parco eolico di Tarifa, nella Spagna del sud. Ma l’uccello squartato e la persona che lo regge sono stati aggiunti dopo. Anche senza essere grandi esperti di queste cose, lo si vede chiaramente da diverse cose. Considerate l’ombra dell’ala e dell’uomo. La geometria dell’ombra è assai discutibile e l’orientazione non corrisponde a quella delle ombre dei tralicci. Notate poi che l’ombra è completamente e totalmente nera; anche schiarendola non se ne tira fuori il minimo dettaglio dell’erba. Le ombre dei tralicci sono molto più chiare. Se poi andate a ingrandire vicino all’orecchio sinistro dell’uomo, vedete benissimo le pennellate dei ritocchi e come l’erba dello sfondo si espanda sul collo e sulla camicia. Anche i capelli in cima alla testa dell’uomo sembra siano stati alterati. Insomma, quasi certamente un lavoro fatto con photoshop o cose del genere. Un imbroglio puro e semplice.

Se cercate su internet, troverete decine di foto di uccelli morti con pale eoliche sullo sfondo. In molti casi, sono probabilmente dei fotomontaggi. In altri, sono forse foto non ritoccate, ma non c’è nessuna prova o evidenza che gli uccelli siano morti dove sono stati fotografati o che siano stati ammazzati dalle pale eoliche. Insomma, una campagna di disinformazione bella e buona diretta contro le turbine eoliche. Viene da domandarsi chi siano questi che passano il loro tempo a fare fotomontaggi di uccelli morti e di turbine. Qualcuno li paga? Oppure semplicemente si divertono a prenderci in giro? E’ uno dei misteri di internet che sta diventando sempre di più un incubatore di leggende.

Questa faccenda dello sterminio degli uccelli da parte delle pale è una leggenda altrettanto assurda come dannosa.  Secondo un recente articolo su “Nature” ci vogliono trenta turbine per ammazzare un uccello all’anno. Neanche mettendogli le lame rotanti come Mazinga si riuscirebbe a usare le turbine per farsi qualche spiedino di cacciagione. Le turbine ammazzano enormemente meno uccelli, per esempio, dei gatti domestici e non vale nemmeno la pena di parlare dei danni che fa alla fauna la combustione del carbone o dell’olio pesante e le relative pioggie acide.

A conferma di questi dati, vi posso raccontare che cosa mi ha detto Angiolino Sabatini, che è stato  sindaco di Montemignaio e che ha fatto installare il primo parco eolico in Toscana. Bene, le torri eoliche del parco sono state installate nel 2001 e da allora la polizia forestale ha controllato giornalmente l’area limitrofa. Di uccelli morti non se ne è visto nemmeno uno in otto anni.

22 comments ↓

#1 mark on 01.11.10 at 18:48

Bel post e bella fonte finale, è paradossale che la gente si spaventi per i danni delle pale o per l’effetto che fanno al paesaggio, e poi bellamente costruiscono rigassificatori, inceneritori, c. al carbone e parlano di centrali nucleari… sic!

#2 francesco g on 01.11.10 at 19:23

piccolo errore le lame rotandi “appartengono” a Grendizer (goldrake in italia)…spero che non siano in molti che si sia bevuti questa str….

#3 Frank on 01.11.10 at 19:40

Questa storia delle autopsie “in vivo”degli uccelli via lama rotante è una grande BUUUU …. fala!!!

Grande Ugo!

#4 oink on 01.11.10 at 21:53

ho cercato il sito con quell’immagine, piu’ che altro fanno pubblicita’ a http://www.1ayuda.com/molino/.
Cmq sempre in quella pagina, uno dei link a youtube mostra effettivamente in diretta l’abbattimento di un grosso volatile. Avran fatto un appostamento costante per riprenderlo.. chissa’? Forse le specie ornitologiche locali andrebbero comunque considerata nella scelta di installazione di un parco eolico (8+ pale).

#5 oink on 01.11.10 at 22:06

Ho riguardato meglio il video di cui dicevo facevano pubblicita’. E’ molto carina la possibilita’ di installazione sulle cime dei grattacieli..
Cosa ne pensate di questa tecnologia? Ne avete mai sentito parlare?
(metto il link diretto al video:
http://www.youtube.com/watch?v=23hzAQZazj8 )

#6 Corrado Truffi on 01.11.10 at 23:56

Nel 1992, poco dopo l’istituzione del parco dei monti sibillini, i locali raccontavano convinti che bisognava stare attenti perché “i verdi” lanciavano vipere dagli elicotteri per ripopolare l’ambiente con questi simpatici animaletti…

… per dire che la costruzione di leggende metropolitane (o rurali, come in questo caso), è davvero inesauribile

#7 Antonio Tozzi on 01.12.10 at 01:08

Ma quale fotomontaggio, quale imbroglio?
E’ tutto vero ecco la prova:

http://tinyurl.com/yfnearc

😉

#8 Corrado Petri on 01.12.10 at 08:32

Restiamo in trepida attesa di foto con ricci schiacciati da automobili, uccelli triturati da turboreattori, topi folgorati da cavi elettrici, delfini asfissiati dalle reti tonnare etc etc.

#9 Giuseppe Marone on 01.12.10 at 09:23

Interessante post, una conferma ai sospetti che ho sempre avuto riguardo ai presunti danni all’avifauna da parte delle centrali eoliche. Oltre a tutto, il bordo d’attacco delle “lame” e’ arrotondato, non tagliente, caso mai potrebbe stordire gli uccelli, come potrebbe squartarli come nella foto?
Per oink: la prospettiva dell’eolico integrato in architettura e’ indubbiamente affascinante e apri nuovi orizzonti all’urbanistica; tuttavia, sembra che l’integrazione degli aerogeneratori porti problemi in termini di vibrazioni, rumorosita’ e in generale sollecitazioni alle strutture. Il vento inoltre opererebbe in regime di turbolenza, con poca efficienza; guardate p.es. qui: http://tinyurl.com/ch5tgc

#10 Attilone on 01.12.10 at 17:23

Professor Bardi se le interessa sapere qualcosa sulle tecniche di analisi per smascherare foto ritoccate c’e’ un bellissimo articolo su hackerfactor:

http://www.hackerfactor.com/blog/index.php?/archives/322-Body-By-Victoria.html

Qui il soggetto e’ una modella e l’autore fa un lavoro impressionante nello scovare tutti i ritocchi apportati in post produzione per fregare l’utente finale, veramente un ottimo articolo.

Non e’ necessario essere analisti della CIA e non sono necessari strumenti informatici da milioni di dollari, tutto il lavoro puo’ essere fatto anche con strumenti open source, un nome su tutti: GIMP.

#11 Ugo Bardi on 01.12.10 at 17:36

Attilone, grazie per la segnalazione. La foto della tipa con la borsa cancellata l’avevo già vista su qualche altro sito. Certe bufalate fatte col photoshop sono talmente evidenti da non richiedere particolare impegno per essere smascherate. Nel caso dell’avvoltoio affettato, bastava andare a vedere qualche dettaglio.

Ci sono altri casi più sottili, dove ci vuole un po’ d’arte per lo smascheramento. Personalmente non sono un esperto di queste cose. Magari qualcuno ha tempo e voglia per andare a fare un trattamento dettagliato alla foto dell’avvoltoio?

#12 Ugo Bardi on 01.12.10 at 17:36

x Antonio Tozzi

Madonna mia…….

#13 Ugo Bardi on 01.12.10 at 17:37

x Oink

Ho guardato il sito. In generale, le turbine ad asse verticale possono avere solo utilità come generatori ausiliari; soprattutto se sono in zone urbane. Comunque, se c’è posto per metterle, beh, tutto fa.

#14 Antonio Tozzi on 01.12.10 at 18:04

Embè mica sono Michelangelo!

#15 Domenico on 01.12.10 at 21:11

Senza entrare nel merito della questione, segnalo che la velocità periferica dell’estremità di una pala da 30 m che ruoti a circa 50 giri al minuto (0,83 giri al secondo) è di circa 41,7 m/s, cioè circa 150 km/h. Sono dati che si riferiscono alle attuali macchine da 2 MW.
Chiunque provi a mettere la testa di traverso rispetto all’estremità della pala potrà sperimentare il suo effetto direttamente.
Per concludere, tristi quegli uccelli che volessero giocare alla rolette russa cercando di attraversare l’area periferica del rotore!

#16 AndreaP on 01.13.10 at 15:23

Se è vero che si tratta di un fotomontaggio per fare cattiva propaganda all’energia eolica, allora va solo ignorato in quanto abbastanza becero come tentativo. Per quanto riguarda il presunto fotomontaggio, secondo me la scena ritratta è abbastanza possibile: dal punto di vista cromatico mi sembra che gli oggetti in primo piano non si differenzino molto dal fondo a livello tonale; in secondo luogo non riesco a notare segni visibili di fotomontaggio attorno alle figure (ma ciò è sicuramente anche dovuto al fatto che si tratta di un jpg a bassissima qualità); l’ombra mi sembra inclinata allo stesso modo di quella dei tralicci (per quel po’ che si vedono). Per me la foto è reale almeno all’80%, l’altro 20% dei miei dubbi si concentra – come per l’autore dell’articolo – sull’ombra delle due figure in primo piano: molti particolari sono estremamente diversi. Per quanto riguarda il dettaglio dell’erba al di sotto dell’ombra, è normale che schiarendo la foto non ci sia traccia dell’erba in quanto jpg a bassa risoluzione (il dettaglio di cui si parla potrebbe essere parte dell’informazione persa per via della compressione).

#17 AndreaP on 01.13.10 at 15:28

Dimenticavo: un altra conferma al fatto che potrebbe non trattarsi di fotomontaggio è data dalla composizione: provate ad immaginare la stessa foto privata dei due soggetti in primo piano. Che senso avrebbe a livello compositivo ritrarre tre pale eoliche troncate, ed un’altra ritratta così tanto attaccata al margine superiore, con una distesa così ampia di erba. Potrebbe invece trattarsi di fotomontaggio professionale, per così dire adottando un registro legale, “intenzionale”, nel senso che gli autori hanno pianificato la scena. Una cosa studiata insomma. Non lo so, io mi sentirei di scartarla come ipotesi.

#18 Lorenzo Montini on 01.14.10 at 11:33

A me non sembra che l’ombra sia coerente con l’immagine (ci sono poi delle linee che sembrano rametti che non si capisce di cosa sono) e per quanto riguarda la foto delle pale potrebbe essere semplicemente essere una parte di una foto più grande e significativa.

#19 Anonimo on 01.15.10 at 22:32

Caro AndreaP, io credo che queste cose vadano smascherate piuttosto che ignorarte. Qualcuno, questa foto potrebbe crederla vera. A proposito delle ombre, mi capitava oggi fra le mani la foto di un impianto fotovoltaico in pieno sole. Ci ho fatto caso, le ombre dei pannelli non erano completamente nere, si intravedeva benissimo il dettaglio dell’erba sottostante. L’ombra di questa foto, invece è completamente nera. Strano, anche perché se ci fai caso le ombre dei tralicci sono grige

#20 Dario F. on 01.18.10 at 12:50

Ho guardato con attenzione l’immagine (ho scaricato una versione 400×600 pixel). La prova più lampante (“costato” a parte) è l’ombra del viso proiettata sul collo che impone che il sole sia di fronte al personaggio e non alla sua destra (sinistra per chi guarda la foto) come da ombre sull’erba.
In effetti è un fotoritocco da principiante.

#21 fausto on 02.06.10 at 19:53

Vivo sotto ad una linea ad alta tensione dell’Enel da 25 anni; la mia famiglia è la prima “vittima” della discutibile scelta progettuale di piazzare la linea a ridosso dell’abitazione.

Si tratta di un tronco di linea a 132 Kv, su terna singola, sostenuto da tralicci.

Devo dire che, almeno un paio di volte l’anno, mi capita di trovare pennuti morti sotto al tracciato. E’ una esperienza diretta. Naturalmente, la linea sta ferma! Sono i pennuti (spesso piccioni) a sbattere contro i cavi. Le ferite di solito sono molto evidenti; lacerazioni confinate al petto ed alle ali, effetto visibile di un grosso impatto. Non si tratta di morsi, posso garantire di saper riconoscere il morso di un cane da una sberla del genere. In una sola occasione, mi è anche capitato di assistere all’impatto; un fatto fortuito, davvero improbabile, ma ricordo bene le condizioni dell’animale quando lo abbiamo raccolto.

Credo che gli uccelli non riescano a vedere bene il cavo quando il sole è basso, all’alba ed al tramonto. E’ un oggetto sottile.

Questa faccenda è curiosa: in molti attaccano i generatori eolici, che sono ben visibili specie qualora si muovano; nessuno spende una parola riguardo ai gavi delle linee elettriche, sottili e poco visibili e chiaramente ben più pericolosi.

La mia conclusione è che le aggressioni di costoro non abbiano lo scopo di tutelare l’avifauna, quanto quello di opporsi a qualsiasi tipo di cambiamento.

Ogni struttura che realizziamo può rappresentare un pericolo per una rondine; sarebbe bene ragionare anche sull’utilità della struttura. Preferisco un aerogeneratore ad una ciminiera!

#22 Di uccelli e di pale — Nuove Tecnologie Energetiche on 03.02.10 at 14:58

[…] dell’impatto delle turbine eoliche sugli uccelli, che è di solito minimo o inesistente, nonostante le esagerazioni che si leggono in giro. Questo lo vedete anche dalla figura qui sopra, da aerostarwind.com. In sostanza, le finestre e gli […]