Il caminetto e la qualità dell’aria

Di Ugo Bardi

caminettodec2009

Con il periodo invernale arrivato, il caminetto sta acceso in molte case e una domanda che sento spesso è se questo faccia dei danni alla salute. Per quanto riguarda la qualità dell’aria interna, continuo a monitorarla con i miei sensori di CO e CO2. Qui li vedete praticamente buttati nel fuoco del caminetto – ovvero il più vicino possibile alla fiamma. Un po di più e si fondevano. In queste condizioni, si misurano circa 15 ppm di CO e la luce rossa dei VOC (volatile organic hydrocarbons) si accende. Non si nota un incremento della concentrazione di CO2 rispetto a fuori dal caminetto.

Fuori dal caminetto, il CO sparisce rapidamente, come pure la luce dei VOC. Con il caminetto acceso, la quantità di CO2 misurata è di solito minore che a caminetto spento. Ho visto che questo succede normalmente, a parte in condizioni in cui camino non tira bene per via della giornata umida e non tanto fredda. Quindi, queste misure ci dicono  che il caminetto pulisce l’aria di casa generando una buona ventilazione. Certo, sensori di tipo casalingo non possono misurare cose come il particolato opppure direttamente gli effetti sulla salute ma, per fortuna, ci sono studi epidemiologici che indicano che i caminetti non fanno male, perlomeno a chi ce li ha in casa. Attenzione, però, che gli stessi studi indicano che caminetti e altri fuochi domestici rinforzano gli effetti negativi del fumo di tabacco. Una buona ragione in più per non fumare!

Sulla qualità dell’aria esterna, tuttavia, esiste un problema di inquinamento dovuto ai fuochi di legna domestici. Questo lo si può vedere, per esempio, a questo link dove il dipartimento di ecologia dello stato di Washington da delle indicazioni interessanti e che credo siano utili anche da noi. Da questo documento, ho estratto alcune regole che vi passo qui di seguito. Si raccomanda di

– Bruciare soltanto legna ben secca (meno del 20% di umidità)

– Non bruciare sostanze che non siano legna secca: niente plastica o rifiuti. Niente legno verniciato, legno trattato, sostanze chimiche o simili. Da notare che l’elenco delle cose da non bruciare non comprende la carta che, immagino, si possa bruciare senza fare danni particolari

– Il camino non dovrebbe emettere fumo: ovvero l’aria calda emessa dovrebbe essere ben trasparente a occhio nudo. Questo perlomeno quando il caminetto è a regime. E’ un test facile a farsi che vi da un’idea di come funziona il vostro caminetto, anche senza bisogno di sensori.

– Tenete il fuoco sotto controllo in modo tale da bruciare completamente il legno. Non aggiungete troppo legno tutto insieme e mantenete la fiamma sempre viva-

– Usate stufe o caminetti di dimensioni adatte per il vostro ambiente.

(Ah….molta gente mi ha chiesto la marca e il modello di questi sensori. Allora, il sensore di CO è un “fireangel” che trovate facilmente in vendita su internet. Il sensore di CO2, invece, è una roba coreana che non viene importata in Italia e che ho convinto il produttore a mandarmi con varie blandizie e molta diplomazia. Mi pare che non lo facciano più quel modello, ma se cercate “air quality monitor” ne trovate diversi modelli, di cui probabilmente alcuni si possono anche fare arrivare in Italia.)


16 comments ↓

#1 Paolo Rognini on 01.05.10 at 13:26

In un mio articolo (http://ricerca.gelocal.it/iltirreno/archivio/iltirreno/2009/12/30/LT4PO_LT444.html) ho ripreso il tema dell’inquinamento da caminetti che è studiato dall’arpat di Lucca ( ). Il problema, come vedrai, è sulle pm10.

#2 Paolo Rognini on 01.05.10 at 13:27

Questo l’articolo dell’Arpat di Lucca

#3 Paolo Rognini on 01.05.10 at 13:27

http://www.arpat.toscana.it/arpatnews/2009/209-09-combustione-rifiuti-agricoli/

#4 Corrado Petri on 01.05.10 at 13:40

Ciao, Ugo.

Sottoscrivo tutti i consigli che dai riguardo all’uso del caminetto; per dovere di cronaca, però, devo precisare che l’incidenza di alcune patologie polmonari, come la fibrosi, è sensibilmente più alta tra la popolazione, in particolare le casalighe, dei paesi in cui si usa sistematicamente la legna per cuocere e per scaldarsi, rispetto a quanto avviene tra i non fumatori dei paesi industrializzati. Ciò con la comprensibile eccezione delle aree più critiche, e la popolazione della val Padana che rivaleggia con le casalinghe del Bangladesh.
Viva il caminetto, quindi, ma per l’uso sistematico è meglio una meno affascinante ma molto più efficiente stufa di moderna concezione.

#5 Ugo Bardi on 01.05.10 at 13:55

Si, Corrado, va detto che i dati epidemiologici dicono che il camino non fa male ai NON FUMATORI. C’è un effetto di rinforzo per chi fuma che è stato osservato. Ho modificato un po’ l’articolo per aggiungere questo punto

#6 Armando on 01.05.10 at 15:28

Ugo, hai detto che fra le cose da non bruciare non c’è la carta: ma che fine fanno le sostanze chimiche degli inchiostri usati per le scritte e le immagini?
Armando

#7 Anonimo on 01.05.10 at 17:06

Beh, gli inchiostri di oggi sono tutti organici – non contengono più metalli, come era una volta quando c’era il piombo nelle pagine dei giornali. Presumo che se il caminetto brucia bene questa roba si decomponga senza problemi.

#8 Ugo Bardi on 01.05.10 at 17:12

Il commento di prima mi è passato come “anonimo”, ma è il modesto sottoscritto! 🙂

#9 Domenico on 01.05.10 at 19:44

Occorre precisare che il caminetto deve avere la presa d’aria esterna in comunicazione diretta sotto al fuoco e di dimensioni adeguate. Se la combustione avviene in carenza di ossigeno si generano grandi quantità di CO. E’ poco nota ai non termotecnici la quantità grande del flusso d’aria necessario a mantenere pulita la combustione: si tratta di vari mc all’ora.

#10 Ugo Bardi on 01.05.10 at 19:46

Infatti, Domenico, se uno accende il caminetto in una casa “sigillata” così come vanno di moda ora, si avvelena.

#11 roberto de falco on 01.05.10 at 21:16

e’ meglio usare la stufa che consuma assai meno legna, riscalda di piu’ brucia meglio non affumica gli ambienti interni.

#12 Vladimiro on 01.06.10 at 10:51

Con il caminetto consiglio l’utilizzo di un umidificatore (anche con vapori balsamici) in quanto il tasso di umidità ambientale (specialmente con i caminetti ad alto rendimento ad aria calda) tende a scendere in modo significativo rendendo più secche le vie respiratorie e quindi naso e gola risultano più vulnerabili alle infezioni. Per contro i caminetti sono ottimi strumenti per eliminare eventuali muffe dai muri! Tra i materiali bruciabili mia nonna usava gli scarti agricoli come: l’interno della pannocchia, le scorze secche dei fagioli, le bucce essicate di agrumi (utilizzati generalmente per accensione). Da parte mia ho installato anche una stube (che non abbisogna di corrente elettrica come il caminetto termoventilato) che a mio avviso è senz’altro meglio sia per praticità di utilizzo che per pulizia. AL momento non ho ancora fatto dei raffronti in termini di resa energetica e qualità di combustione ma ho come l’impressione che sia migliore. Da approfondire anche il tema dei bricchetti di segatura pressata sia in termini di qualità dei materiali utilizzati che di potere calorifico. Ho visto che vengono utilizzati scarti agricoli vari (scarti di vinaccia, scarti spremitura olive, ecc.) così come ho visto recentemente stufe funzioanti a mais. Al di là di fattori etici (come si fa a bruciare mais!?) qualcuno è in grado di esprimere valutazioni su questi materiali?

#13 Bricke on 01.06.10 at 12:43

Aggiungo che l’uso di camini termici, con tanto di vetro che chiude sono da tenere in considerazione: più efficienti e rilasciano meno sostanze in casa. Per il resto concordo con tutti i consigli citati da Ugo.

#14 vac on 01.06.10 at 14:54

Mi piacerebbe conoscerne il rendimento…
Io ho stufa e caminetto: nel secondo sembra di buttare il legno in un buco nero.
(ma magari il mio caminetto è fatto male)

#15 roberto de falco on 01.06.10 at 18:25

@ vac
anche io ho tutti e due e concordo con il buco nero. meglio la stufa soprattutto se di ultima generazione , sara’ meno poetica ma consuma tanto di meno e scalda di piu’ senza affumicare la casa.

#16 mauriziodaniello on 01.06.10 at 20:14

I caminetti moderni ovvero quelli chiusi con un vetro riscaldano di più eliminando ogni problema del fumo anzi aspirano l’aria viziata della casa.

Ciao