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	<title>Commenti a: Il fotovoltaico: un problema scottante?</title>
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	<description>Nuove tecnologie e modi di vivere nel mondo dopo il picco</description>
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		<title>Di: Il fotovoltaico non è un problema scottante &#8212; Nuove Tecnologie Energetiche</title>
		<link>http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/12/28/il-fotovoltaico-un-problema-scottante/comment-page-1/#comment-1339</link>
		<dc:creator>Il fotovoltaico non è un problema scottante &#8212; Nuove Tecnologie Energetiche</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 21:10:52 +0000</pubDate>
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		<description>[...] già trattato del presunto effetto termico dei pannelli fotovoltaici in un post di Francesco Aliprandi pubblicato poco tempo fa su [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] già trattato del presunto effetto termico dei pannelli fotovoltaici in un post di Francesco Aliprandi pubblicato poco tempo fa su [...]</p>
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		<title>Di: Repazzo</title>
		<link>http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/12/28/il-fotovoltaico-un-problema-scottante/comment-page-1/#comment-1127</link>
		<dc:creator>Repazzo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 20:49:53 +0000</pubDate>
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		<description>Qualcuno sa di che ordine di superficie stiamo parlando? Tanto per farsi un idea.

In ogni caso per me la soluzione ideale sarebbe installare il fotovoltaico sopra un tetto verde, magari non con la classica erbetta (da casa delle bambole imbecilli) ma con delle spezie locali o sedum.

Le foglie sono reattive e si orientano tramite il loro picciolo sempre nella direzione migliore per assorbire più energia possibile, mantenendo la temperatura superficiale degli edifici a valori inferiori di quelli di una superfice verniciata di bianco. Non per ultimo riassorbono la CO2 atmosferica con particolare talento.

;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno sa di che ordine di superficie stiamo parlando? Tanto per farsi un idea.</p>
<p>In ogni caso per me la soluzione ideale sarebbe installare il fotovoltaico sopra un tetto verde, magari non con la classica erbetta (da casa delle bambole imbecilli) ma con delle spezie locali o sedum.</p>
<p>Le foglie sono reattive e si orientano tramite il loro picciolo sempre nella direzione migliore per assorbire più energia possibile, mantenendo la temperatura superficiale degli edifici a valori inferiori di quelli di una superfice verniciata di bianco. Non per ultimo riassorbono la CO2 atmosferica con particolare talento.</p>
<p> <img src='http://www.aspoitalia.it/blog/nte/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Di: Hydraulics</title>
		<link>http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/12/28/il-fotovoltaico-un-problema-scottante/comment-page-1/#comment-1083</link>
		<dc:creator>Hydraulics</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 12:01:12 +0000</pubDate>
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		<description>@ Roberto Giorgi:

L&#039;effetto non è trascurabile, ma assume un peso al più per il problema dell&#039;isola di calore urbano e per i risparmi ottenibili nelle spese energetiche di condizionamento degli edifici, non a livello globale.

@ Paolo Marani:

La tua assunzione (cito)
&quot;l’albedo medio viene modificato dai pannelli solari in maniera trascurabile&quot;
in realtà non è vera; la minore albedo comporta una maggiore radiazione assorbita, per cui un bilancio energetico fra le due situazioni vedrebbe un forcing aggiuntivo.

Se l&#039;albedo di un pannello è 0.05 e quella della superficie originaria 0.25, abbiamo in pratica un quinto di radiazione incidente in più (un po&#039; di meno perché va tolta quella assorbita dall&#039;atmosfera nel percorso verso lo spazio, ma non complichiamo troppo ora); il valore preciso in W/m^2 dipende dall&#039;insolazione media nel luogo in esame.

Il vero nocciolo della questione è: sia che usiamo dei pannelli fotovoltaici, sia che bruciamo combustibili fossili, una parte di calore va aggiunta/sprecata (variazione di albedo o rendimento massimo di una macchina termica); inoltre le centrali termoelettriche contribuiscono ad aumentare il CO2 in atmosfera. Quale dei due effetti è maggiore?

Per quello che sappiamo ora, i pannelli fotovoltaici sono una soluzione migliore.

Francesco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Roberto Giorgi:</p>
<p>L&#8217;effetto non è trascurabile, ma assume un peso al più per il problema dell&#8217;isola di calore urbano e per i risparmi ottenibili nelle spese energetiche di condizionamento degli edifici, non a livello globale.</p>
<p>@ Paolo Marani:</p>
<p>La tua assunzione (cito)<br />
&#8220;l’albedo medio viene modificato dai pannelli solari in maniera trascurabile&#8221;<br />
in realtà non è vera; la minore albedo comporta una maggiore radiazione assorbita, per cui un bilancio energetico fra le due situazioni vedrebbe un forcing aggiuntivo.</p>
<p>Se l&#8217;albedo di un pannello è 0.05 e quella della superficie originaria 0.25, abbiamo in pratica un quinto di radiazione incidente in più (un po&#8217; di meno perché va tolta quella assorbita dall&#8217;atmosfera nel percorso verso lo spazio, ma non complichiamo troppo ora); il valore preciso in W/m^2 dipende dall&#8217;insolazione media nel luogo in esame.</p>
<p>Il vero nocciolo della questione è: sia che usiamo dei pannelli fotovoltaici, sia che bruciamo combustibili fossili, una parte di calore va aggiunta/sprecata (variazione di albedo o rendimento massimo di una macchina termica); inoltre le centrali termoelettriche contribuiscono ad aumentare il CO2 in atmosfera. Quale dei due effetti è maggiore?</p>
<p>Per quello che sappiamo ora, i pannelli fotovoltaici sono una soluzione migliore.</p>
<p>Francesco</p>
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		<title>Di: Anonimo</title>
		<link>http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/12/28/il-fotovoltaico-un-problema-scottante/comment-page-1/#comment-1076</link>
		<dc:creator>Anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 11:30:53 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Roberto, ci sono state, effettivamente, delle proposte di dipingere di bianco edifici e altre strutture in modo da aumentare l&#039;albedo terrestre e combattere il riscaldamento globale. L&#039;idea non è sbagliata, ma è un po&#039; come quando le signore si mettono a fare i calzini di lana all&#039;uncinetto per i soldati al fronte. E&#039; un buon proposito, ma poco incisivo per quanto riguarda vincere la guerra.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Roberto, ci sono state, effettivamente, delle proposte di dipingere di bianco edifici e altre strutture in modo da aumentare l&#8217;albedo terrestre e combattere il riscaldamento globale. L&#8217;idea non è sbagliata, ma è un po&#8217; come quando le signore si mettono a fare i calzini di lana all&#8217;uncinetto per i soldati al fronte. E&#8217; un buon proposito, ma poco incisivo per quanto riguarda vincere la guerra.</p>
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		<title>Di: Marbert</title>
		<link>http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/12/28/il-fotovoltaico-un-problema-scottante/comment-page-1/#comment-1074</link>
		<dc:creator>Marbert</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 17:44:30 +0000</pubDate>
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		<description>bell&#039;articolo, molto accurato... fossero tutti cosi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>bell&#8217;articolo, molto accurato&#8230; fossero tutti cosi</p>
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		<title>Di: Arturo Tauro</title>
		<link>http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/12/28/il-fotovoltaico-un-problema-scottante/comment-page-1/#comment-1072</link>
		<dc:creator>Arturo Tauro</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 12:38:47 +0000</pubDate>
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		<description>Come è noto, il FV basato sul silicio è molto sensibile alla temperatura, all&#039;aumento di questa la produzione elettrica diminuisce in modo lineare (meno invece accade con il FV da film sottile da film sottile Cdte). Si stanno sviluppando pertanto dei sistemi di raffreddamento dei pannelli ad acqua, col doppio vantaggio che raffreddando il pannello questo produce di più e l&#039;acqua cosi riscaldata può essere utilmente impiegata per fini termici a bassa temperatura.  Purtroppo in commercio non si  trovano pannelli affidabili di questo genere, causa anche i problemi legati ad entrambe le tecnologie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come è noto, il FV basato sul silicio è molto sensibile alla temperatura, all&#8217;aumento di questa la produzione elettrica diminuisce in modo lineare (meno invece accade con il FV da film sottile da film sottile Cdte). Si stanno sviluppando pertanto dei sistemi di raffreddamento dei pannelli ad acqua, col doppio vantaggio che raffreddando il pannello questo produce di più e l&#8217;acqua cosi riscaldata può essere utilmente impiegata per fini termici a bassa temperatura.  Purtroppo in commercio non si  trovano pannelli affidabili di questo genere, causa anche i problemi legati ad entrambe le tecnologie.</p>
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	<item>
		<title>Di: Paolo Marani</title>
		<link>http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/12/28/il-fotovoltaico-un-problema-scottante/comment-page-1/#comment-1071</link>
		<dc:creator>Paolo Marani</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 11:59:14 +0000</pubDate>
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		<description>Non capisco molto bene i termini del problema.
Tirare in ballo l&#039;albedo mi sembra una soluzione complicata a un problema piuttosto semplice. Non basterebbe considerare la conservazione dell&#039;energia ?
Una parte dell&#039;energia irradiante ne risulta convertita in energia elettrica (diciamo il 15%), pertanto NON è finita in calore. Se il pannello non ci fosse, tutta l&#039;energia irradiante viene o riflessa oppure se ne va in calore. Ma anche quel 15% di energia elettrica prima o poi se ne andrà in calore... quindi i due sistemi sono pressochè equivalenti, poichè l&#039;albedo medio viene modificato dai pannelli solari in maniera trascurabile.

Radere al suolo gli alberi! Quello si che è davvero dannoso, poichè il fogliame è sicuramente più riflettende che la superficie opaca terrestre.

Quindi, salviamo gli alberi, piuttosto di preoccuparci di queste sciocchezze.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non capisco molto bene i termini del problema.<br />
Tirare in ballo l&#8217;albedo mi sembra una soluzione complicata a un problema piuttosto semplice. Non basterebbe considerare la conservazione dell&#8217;energia ?<br />
Una parte dell&#8217;energia irradiante ne risulta convertita in energia elettrica (diciamo il 15%), pertanto NON è finita in calore. Se il pannello non ci fosse, tutta l&#8217;energia irradiante viene o riflessa oppure se ne va in calore. Ma anche quel 15% di energia elettrica prima o poi se ne andrà in calore&#8230; quindi i due sistemi sono pressochè equivalenti, poichè l&#8217;albedo medio viene modificato dai pannelli solari in maniera trascurabile.</p>
<p>Radere al suolo gli alberi! Quello si che è davvero dannoso, poichè il fogliame è sicuramente più riflettende che la superficie opaca terrestre.</p>
<p>Quindi, salviamo gli alberi, piuttosto di preoccuparci di queste sciocchezze.</p>
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	<item>
		<title>Di: Roberto Giorgi</title>
		<link>http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/12/28/il-fotovoltaico-un-problema-scottante/comment-page-1/#comment-1070</link>
		<dc:creator>Roberto Giorgi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 09:22:24 +0000</pubDate>
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		<description>Se si incentivasse il miglioramento dell&#039;albedo degli edifici, si potrebbe ottenere un contributo apprezzabile ?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se si incentivasse il miglioramento dell&#8217;albedo degli edifici, si potrebbe ottenere un contributo apprezzabile ?</p>
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		<title>Di: Claudio Bruno</title>
		<link>http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/12/28/il-fotovoltaico-un-problema-scottante/comment-page-1/#comment-1069</link>
		<dc:creator>Claudio Bruno</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 08:45:52 +0000</pubDate>
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		<description>Molto molto chiaro: complimenti.
Grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Molto molto chiaro: complimenti.<br />
Grazie</p>
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