La termodinamica non è un’opinione

Di Ugo Bardi

pvnotworking

Un’immagine a infrarossi di un pannello fotovoltaico in funzione. La zona più calda è una cella che non funziona bene. Se la cella non funziona, l’energia solare non va in nessun posto e appare in forma di calore. Le altre celle, che funzionano, trasmettono l’energia alla rete elettrica e appaiono più fredde. La termodinamica non è un’opinione e qui fa vedere che le celle fotovoltaiche funzionano veramente.

(nota ispirata da un articol apparso su “Photon Magazine” di Ottobre 2009 intitolato “Hunting for hot leads”)

8 comments ↓

#1 Mario on 12.18.09 at 18:38

Il rilevatore a infrarossi è un eccellente strumento nelle mani dell’acquirente di pannelli PV

#2 Luigi ruffini on 12.19.09 at 11:49

Se non costasse dai 3500 euro in su (per quelli economici…). Qui’ già è tanto permettersi un piranometro….
Bello che i progettisti in giro non ce l’hanno e dicono che devo averlo io…

#3 francesco on 12.20.09 at 18:14

ragazzi ma per la miseria apriamo gli occhi il fotovoltaico funziona solo se si spendono cifre immense! e per recuperare ci vogliono mille anni. gli unici che dichiarano che l’impianto regala alla famiglia energia e ne rivende pagandosi da se’ e’ solo chi li installa. idem per le caldaie a condensazione. tutte le aziende dichiarano che l’elevato costo si ammortizza perche’ oltre al 55% di rimborso fiscale il basso consumo ripaga nel breve tempo. infatti da quando c’e l’ho spendo molto piu di prima…….

#4 Arturo Tauro on 12.21.09 at 10:03

risposta a francesco. A parità di condizioni NON è possibile che con una caldaia a condensazione spendi di più di prima. Certo, se hai dei caloriferi nei quali ci fai andare l’acqua a 80°C questa non ritorna alla caldaia sufficientemente raffreddata e, quindi, i fumi non possono fare condensare il vapone in essa contenuti. Devi abbassare la temperatura di mandata a 40-50°C. Usa una regolazione climatica, altro non è che una sonda della temperatura esterna che regola la temperatura della mandata a seconda del freddo che fa fuori. In rete trovi tutta la documentazione che ti serve. Vedrai che così risparmi un 15-20% rispetto a una non a condensazione.

#5 Luigi ruffini on 12.21.09 at 10:19

Caro Francesco, grazie per il tuo contributo assai costruttivo.
Con petrolio, gas e uranio in esaurimento, cosa proponi?

#6 Pippo on 12.22.09 at 20:31

Problema pratico.
Nevica, intorno a me alcune case unifamiliari hanno pannelli fotovoltaici e solare termico.
Sono coperti dalla neve ed oggi è uscito un bel sole ma non hanno potuto usufruirne.
Unica soluzione andare sul tetto a pulirli? Il tetto pieno di neve?
Naturalmente nessuno è andato a rischiare l’osso del collo e si saranno scaldati con la caldaia a metano.
C’è un sistema in commercio o qualcuno che ha pensato come risolvere questo problema?
A me è venuta in mente una sorta di tendina che copre il pannello, facendolo scorrere riavvolgendolo si porterebbe via anche la neve. Certo bisogna ricordarsi di svolgerlo prima che nevichi! Magari un sistema a crepuscolare automatico?
Sono solo delle idee, magari ho scritto un mucchio di sciocchezze.

#7 Ugo Bardi on 12.23.09 at 11:41

Per la neve sui pannelli, credo che ci sia poco da fare se sono montati paralleli al tetto; come di solito lo sono in Italia. Anche i miei sono finiti sommersi dalla nevicata e non hanno prodotto per due giorni. Poi, l’era glaciale è già finita.

Dove il problema si pone è dove nevica parecchio. Ho visto in Irlanda che li montano verticali e allora il problema neve si riduce parecchio!

#8 Luigi ruffini on 12.23.09 at 18:59

Ci sono sistemi per riscaldarli elettricamente di qualche grado, così la neve non si deposita. Costano anche poco.
Considerando il consumo, conviene applicarli dove di neve ne fa un po’(collina o montagna), altrimenti è superiore alla produzione “salvata” dell’impianto. Consideriamo che d’inverno il FTV rende assai meno…