Lampadine fluorescenti a basso consumo: sono sicure?

Di Ugo Bardi

termometro-mercurio

Dal 2009, la commissione Europea ha proibito la vendita dei vecchi termometri a mercurio, giudicati pericolosi per la salute. E’ una buona decisione, dato che il mercurio è molto velenoso. Ma è curioso notare che allo stesso tempo la commissione ha reso praticamente obbligatorie le lampade a fluorescenza che contengono mercurio anche quelle, sia pure in quantità molto minori. Avevo già esaminato in precedenza la questione delle lampadine fluorescenti. Qui, approfondisco l’argomento in particolare a proposito della sicurezza e dei rischi sulla salute umana..

Qualche mese fa, mi trovavo a fare una lezione a una scuola internazionale per futuri manager. Davanti a me c’erano ragazzi e ragazze brillanti e selezionati, anche se non necessariamente di formazione tecnico-scientifica. Ho chiesto se sapevano che le lampade a fluorescenza contengono mercurio. Non si è alzata nessuna mano. Ho chiesto se sapevano che cosa fare esattamente nel caso che una di queste lampade si rompesse a casa loro. Anche di questo non avevano la minima idea.

Ora, non fatemi dire cose che non voglio dire: non voglio spaventare nessuno. Finché sono intere, le lampade a fluorescenza sono sicure e non fanno nessun danno. Ma, se si rompono, bisogna prendere qualche precauzione. Nonostante che la quantità di mercurio che contengono sia molto piccola, pochi milligrammi, uno studio del dipartimento di protezione ambientale del Maine ha trovato che una lampadina fluorescente rotta può portare il livello di mercurio in una stanza a livelli fino a 400 volte superiori a quelli considerati sicuri.

Per evitare danni alla salute, nel caso si rompa una lampada fluorescente si suggerisce di fare un certo numero di cose. Dopo essersi assicurati di evitare danni dai vetri rotti, bisogna:

– Allontanare bambini e animali dalla stanza. Spegnere l’aria condizionata, se c’è.

– Ventilare la stanza aprendo le finestre per almeno 15 minuti prima di fare qualsiasi cosa

– Pulire senza usare un aspirapolvere ma, piuttosto, guanti di gomma, facendo attenzione a non inalare la polvere sollevata

– Su superfici dure, usare del cartone rigido per spazzar via tutte le particelle e i frammenti di vetro e mettere tutto, incluso il cartone, in un sacchetto di plastica. Pulire l’area con uno straccio umido e mettere anche quello nel sacchetto. Non usare saponi o altri prodotti commerciali. Se ci sono tappeti o moquette, vedi la prossima sezione.

– Usare nastro adesivo per rimuovere i pezzetti rimanenti e la polvere, e mettere tutto nel sacchetto.

– Il sacchetto di plastica deve essere robusto e deve anche essere chiuso bene. Non deve essere buttato con la spazzatura normale ma consegnato a un centro attrezzato per il recupero del mercurio.

Insomma, una bella rogna e vi risparmio le istruzioni sulle cose da fare nel caso la lampada si sia rotta sopra un tappeto. Per non parlare poi di cosa fare se vi si rompe in una cantina senza finestre. E poi del fatto che il sacchetto con i frammenti di lampada è un rifiuto pericoloso. Bisognerebbe smaltirlo con i rifiuti elettronici, ma dove e come presentarsi? E infine, anche se uno ha letto le regole ed è pronto ad applicarle, come fidarsi di altra gente che non è detto che le abbia lette, per esempio alla scuola dove va tuo figlio?

Ora, ripeto che non voglio spaventare nessuno con queste considerazioni. Però, non mi sto inventando queste cose: esiste un rischio, piccolo quanto volete ma reale. Non so quante lampade andranno rotte ogni anno nel mondo, ma sicuramente non poche. Una volta sostituite completamente le vecchie lampade al tungsteno, ci potrebbero essere più di un miliardo di lampadine fluorescenti soltanto in Europa. Quante di queste lampade rotte porteranno a dei danni alla salute di qualcuno? Nessuno lo sa e sembra che non interessi a nessuno.

Insomma,  la Commissione Europea, di solito tanto solerte nel proteggere la salute dei cittadini europei, non ha ritenuto necessario diffondere queste precauzioni fra gli acquirenti di lampade fluorescenti. Diciamo pure che se ne è fregata altamente e così sulle confezioni delle lampade fluorescenti non c’è scritto niente di cosa fare se una si rompe. Se lo volete sapere dovete andare laboriosamente a cercarvelo da voi  su internet. In italiano, si trova al massimo una traduzione delle norme inglesi sul blog di un’associazione.

E ora veniamo al punto fondamentale: anche se il rischio è piccolo, ne valeva la pena? In molte discussioni su questo argomento trovate scritto che, si, c’è un piccolo rischio dovuto al mercurio delle lampade, ma è poca cosa rispetto al guadagno in efficienza e al risparmio energetico che portano. Chi fa questi ragionamenti, tuttavia, raramente si preoccupa di quantificare le cose. Il meglio che ho visto è una comparazione con le quantità di mercurio immesse nell’atmosfera dalle centrali elettriche. Il mercurio nelle lampade a fluorescenza, si dice, è meno di quello che emetterebbe una centrale a carbone se dovesse alimentare lampade a tungsteno di pari luminosità. Di questo argomento ho già parlato nel post precedente e il ragionamento, se permettete, è completamente sbagliato per due motivi: 1) in Italia il carbone produce meno del 20% dell’energia elettrica totale; gli altri combustibili – per esempio il gas naturale – non ne emettono e 2) una tecnologia più efficiente non porta da sola a una riduzione dei consumi energetici (è questo il cosiddetto “paradosso di Jevons”, di cui ho parlato in un post precedente).

In sostanza, sembra che la messa al bando delle vecchie lampadine a filamento sia stata una decisione che aveva le sue ragioni ma che è stata troppo affrettata e non basata su dati sufficienti sui reali vantaggi e svantaggi dell’operazione. Si cerca ora di correre ai ripari sviluppando lampade fluorescenti a basso contenuto di mercurio, come pure a usare altri tipi di lampada, per esempio a LED: Ma forse era meglio pensarci prima.

13 comments ↓

#1 Luigi ruffini on 11.11.09 at 13:09

Se nel ‘2000 si “osava” criticare le lampade fluorescenti si rischiava il rogo…
Chi fa più danni? Una legislazione affrettata o un esercito di orecchie sorde?
Una volta costavano molto e l’acquisto era ponderato meglio, sulla reale necessità.
Ora si comprano anche per i corridoi e per le gradinate dei condomini, dove il risparmio è minimo, e la durata a causa delle continue accensioni è decisamente inferiore.
Io le riporterei a 30 euro l’una così risolviamo molti problemi….romperle ora con il costo attuale è troppo ininfluente.

#2 Alessandro on 11.11.09 at 13:26

Il futuro sn le luci a LED, le fluorescenti ci traghetteranno.
Inoltre saremo sempre + costretti al riciclo e le rotture accidentali nn sn così tante e quindi preoccupanti.
Ne ammazza di + il fumo delle sigarette, l’alcool, la droga, la circolazione stradale e la miseria 😉

#3 mauriziodaniello on 11.11.09 at 18:31

Giusto che queste cose siano scritte sulle confezioni, ma messo in questo modo sembra quasi di maneggiare una sostanza ultra pericolosa.
Vedrete che se si diffonde, quando si romperà un neon la gente scapperà spaventata anzi urlante!
Quanto mercurio conteneva il vecchio termometro che spesso si rompeva sotto l’ascella e quanto nel neon e quanto nei minerali trovati per la strada?

Ciao

#4 Lorenzo Montini on 11.11.09 at 19:12

Vorrei far notare però che adesso esistono lampade a basso consumo fatte apposta per numerose accensioni e spegnimenti (dovrebbero durare 20.000 ore con 10 anni di garanzia e “infiniti” on/off) io le sto usando per le scale condiminiali (sono 15 punti luce), naturalmente costano di più se se ne fulmina qualc’una vi farò sapere :-).

#5 Ugo Bardi on 11.11.09 at 20:03

Il vecchio termometro conteneva circa 50 volte più mercurio di una lampadina. Non si sa che danni abbiano fatto alla salute della gente, non esistono studi epidemiologici in proposito. In ogni caso, come si dice a firenze “meglio aver paura che buscarne”

#6 Luigi ruffini on 11.12.09 at 10:12

L’uso di lampade a basso consumo per le rampe scale è un assoluto controsenso.
Ci sono relais temporizzati multifunzione (16 euro) che consentono lo spegnimento anticipato anche durante la temporizzazione.
Meglio decisamente, considerando che le 20.000 ore di funzionamento delle lampadine a basso consumo sono spesso assai lontani dalla realtà. Come resa e costo energetico di produzione nella maggior parte dei casi sono sconsigliabili.
Quì gli unici che ci guadagnano sono i produttori, poi noi paghiamo il RAEE, mentre dovrebbero farsene carico loro.
Ripeto da almeno 10 anni che le lampade fluorescenti hanno senso ESCLUSIVAMENTE negli ambienti dove c’é la REALE necessità di illuminazione senza neon per diverse ore giornaliere continuate.
In tutti gli altri casi è meglio mettersi una mano sulla coscienza ed usare la luce quando serve e non per capriccio o per vizio, ma questo è un’altro discorso.

#7 Lorenzo Montini on 11.12.09 at 12:04

@Luigi Riffini
Io non sono d’accordo, sono 20 anni che uso lampade a basso consumo e ne ho dovute cambiare ben poche (principalemnte quelle più economiche che però non uso più).
Per quanto riguarda la durata, staremo a vedere… ripeto se se ne fulmina anche solo una (su 15) vi farò sapere, dopo più un anno funzionano “brillantemente” a differenza di quelle a incandescenza che si sono fulminate tutte (a proposito, dove vanno smaltite le lampade a incandescenza fulminate?).

#8 Precauzioni per le lampadine rotte « Monteveglio Città di Transizione on 11.12.09 at 15:04

[…] Health Protection Agency Maine Compact Fluorescent Lamp Breakage Study Report Nuove Tecnologie Energetiche […]

#9 Luigi ruffini on 11.13.09 at 17:15

Le lampadine ad incandenscenza non sono tutte uguali.
Per gli ambienti dove ci sono accensioni e spegnimenti continui si usano quelle con filamento rinforzato.
Non si rompono MAI. Si usano anche nelle lampade portatili da cantiere, che sono soggette ad urti e scossoni, dannosi specialmente con il filamento caldo.
Ne ho alcune funzionanti da 5 anni….
Se in un anno ci sono 8700 e passa ore, considerando che una lampadina condominiale rimane accesa poco ogni giorno, prima che si può recuperare la spesa SU UNA BUONA LAMPADA ad incandescenza (non quelle cinesi, che te le tirano dietro), si impiegano anni..
Nel frattempo si acquista un prodotto non studiato per accensioni continue, ma “adattato”.
Si mettono in circolazione altre sostanze tossiche senza motivo, mantre basta una lampadina sottovuoto con un filamento di tungsteno SENZA MERCURIO DENTRO E GAS NOBILI, per non contare degli altri componenti, nonchè del vetro che è evidente che ce n’é almeno il doppio, più la plastica.
Quelle lampadine stanno causando danni incredibili, ma non perché sono inutili (non ho mai detto questo), anzi…
Il fatto è che, specialmente nei giardini, prima si accendeva la luce per un’oretta, ora sta accesa tutta la notte. Non conosco neppure una familgia che mi ha detto di aver risparmiato. Ed ho realizzato centinaia di appartamenti, quindi credo di aver un discreto campione di persone.
La verità è che se si risparmia da una parte si spende per il maggior numero di ore, tranne pochissimi casi di persone parsimoniose che fanno attenzione.
Ma la maggior parte della gente non fa assolutamente attenzione. Da un lato mette le lampadine e dall’altro si compra un SUV.
E’ come fare la raccolta differenziata e mettere nell’umido la carta; viene separata e messa nell’indifferenziato, quindi sprecata .

#10 maria luisa cohen on 11.16.09 at 00:43

Infatti, sono molto sospettosa e sto facendo grande riserva di tutte le lampadine convenzionali ad incandescenza.
Ne acquisto ovunque mi trovo, alla faccia dei iranni di Brussels!
Marisa

#11 Lampadine a basso consumo: abbiamo abbastanza gallio per i LED? — Nuove Tecnologie Energetiche on 01.17.10 at 23:01

[…] Sembrerebbe quindi che i LED siano una tecnologia ideale per superare sia le limitazioni delle lampadine tradizionali come di quelle a fluorescenza. Le prime sono troppo inefficienti in termini energetici, le seconde danno dei problemi a causa del mercurio che contengono. Di questi problemi ho discusso in dettaglio in alcuni post precedenti (“lampadine a basso consumo, sono una buona idea?” “il paradosso di jevons“, “le lampade fluorescenti sono sicure?“). […]

#12 Salvatore I Napl on 02.11.10 at 06:46

AIUTOOOOOOO MORIREMO TUTTIIIIIIIIIIIIII

#13 Salvatore I Napl on 02.11.10 at 06:50

OGGI MI E’ SCOPPIATO IL TERMOMETRO A MERKURIO E’ ANDATO TUTTO PER TERRA E INFACCIA AL MURO HO PORTATO MIO FRATELLO NELLA STANZA A FIANKO E HO PROVATO A RIPULIRE TUTTI METTENDOMI UNA MASKERA PER NN ANNUSARE LA PUZZA MA E’ RIMASTO ANKORA SUL MURO E HO PENZATO DI DARGLI UNA PITTATINA IN SU IN MODO KE NN SI NOTASSE E KE SKOMPARISSE GRAN PARTE DELLA PUZZA……DP I TERMOMETRI INIZIAMO KON LE LAMPADINE FLUORESCENTI KE DIKONO SIA A RISPARMIO……….SI A RISPARMIO DI VITA