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	<title>Commenti a: Povero Galileo: la risposta di Ugo Spezia</title>
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	<description>Nuove tecnologie e modi di vivere nel mondo dopo il picco</description>
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		<title>Di: Caso</title>
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		<dc:creator>Caso</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 09:47:30 +0000</pubDate>
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		<description>Il nucleare non e&#039; il problema, lo sono le scorie. In un paese mafioso come il nostro non possiamo permetterci di gestirle. Punto. E&#039;chiaro o serve un disegno?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il nucleare non e&#8217; il problema, lo sono le scorie. In un paese mafioso come il nostro non possiamo permetterci di gestirle. Punto. E&#8217;chiaro o serve un disegno?</p>
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		<title>Di: Paolo Marani</title>
		<link>http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/11/08/povero-galileo-la-risposta-di-ugo-spezia/comment-page-1/#comment-917</link>
		<dc:creator>Paolo Marani</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 16:31:06 +0000</pubDate>
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		<description>Scusate la dislessia, avrei corretto il testo buttato giù di getto per gli enormi errori di ortografia, se solo potessi farlo. Capirete comunque interpretando gli errori.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate la dislessia, avrei corretto il testo buttato giù di getto per gli enormi errori di ortografia, se solo potessi farlo. Capirete comunque interpretando gli errori.</p>
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		<title>Di: Paolo Marani</title>
		<link>http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/11/08/povero-galileo-la-risposta-di-ugo-spezia/comment-page-1/#comment-916</link>
		<dc:creator>Paolo Marani</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 16:29:38 +0000</pubDate>
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		<description>Il costo per kWh non è l&#039;unico parametro da tenere in considerazione, altrimenti meglio usare il piccone anzichè il partello pneumatico ... NON CONSUMA NIENTE!

Se vogliamo parlare di economia va bene tutto in funzionde di $/energia, anche ribare al vicino ha il suo vantaggio elementare in termini economici (investo poco e guadagno molto), mentre rubare la possibilità ai nostri figli di vivere in un mondo sostenibile e riempirli delle scorie della nostra civiltà non conta nulla.

Il fatto non è se il solare, o l&#039;olico, o le biomasse su piccola scala, siano costose oppure no, il fatto è che sono un PERCORSO INEVITABILE. E se questi tecnocrati da strapazzo come il sedicente prof. Ugo Spezia non lo capiscono, preferendosi trincerare dietro i numeri per avvallare le ragioni di chi lo finanzia, beh, tanto peggio per loro.

L&#039;unica soluzione sostenibile per il futuro deve essere posta in termini di decrescita. Produrre in maniera decentrata, magari anche con qualche progresso sul fronte nucleare, ma che non salti in testa a nessuno che si tratta di soluzione vantaggiosa. Non lo è nemmeno per i cambiamenti climatici, figuriamoci per il resto.

Solidarietà al dott.Coiante, preferisco il mio Kwh elettrico che costa 10 volte di più, all&#039;idea di avere risparmiato sulla pelle dei nostri figli.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il costo per kWh non è l&#8217;unico parametro da tenere in considerazione, altrimenti meglio usare il piccone anzichè il partello pneumatico &#8230; NON CONSUMA NIENTE!</p>
<p>Se vogliamo parlare di economia va bene tutto in funzionde di $/energia, anche ribare al vicino ha il suo vantaggio elementare in termini economici (investo poco e guadagno molto), mentre rubare la possibilità ai nostri figli di vivere in un mondo sostenibile e riempirli delle scorie della nostra civiltà non conta nulla.</p>
<p>Il fatto non è se il solare, o l&#8217;olico, o le biomasse su piccola scala, siano costose oppure no, il fatto è che sono un PERCORSO INEVITABILE. E se questi tecnocrati da strapazzo come il sedicente prof. Ugo Spezia non lo capiscono, preferendosi trincerare dietro i numeri per avvallare le ragioni di chi lo finanzia, beh, tanto peggio per loro.</p>
<p>L&#8217;unica soluzione sostenibile per il futuro deve essere posta in termini di decrescita. Produrre in maniera decentrata, magari anche con qualche progresso sul fronte nucleare, ma che non salti in testa a nessuno che si tratta di soluzione vantaggiosa. Non lo è nemmeno per i cambiamenti climatici, figuriamoci per il resto.</p>
<p>Solidarietà al dott.Coiante, preferisco il mio Kwh elettrico che costa 10 volte di più, all&#8217;idea di avere risparmiato sulla pelle dei nostri figli.</p>
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	</item>
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		<title>Di: Leonardo</title>
		<link>http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/11/08/povero-galileo-la-risposta-di-ugo-spezia/comment-page-1/#comment-914</link>
		<dc:creator>Leonardo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 12:41:52 +0000</pubDate>
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		<description>Bravi: avete fatto bene a pubblicare la lettera di Spezia. Il dibattito resti aperto.

Io non sono del mestiere, pero&#039; cercando di usare la logica ho comunque cercato di arrivare ad un conclusione sull&#039;argomento.

Allora, di Coiante ho trovato i due paper: www.aspoitalia.it/images/stories/coiante/coiantecostonucleare.pdf e www.aspoitalia.it/images/stories/coiante/coiantenucleare2.pdf

Poi ho trovato: www2.ing.unipi.it/~d0728/GCIR/Costi.pdf di Romanello/Lomonaco/Cerullo

I primi moderatamente contro e il secondo decisamente pro-nucleare (mia opinione: nonostante il paper tecnico traspare fin da subito un wording un po&#039; troppo enfatizzato)

Il metodo di calcolo e&#039; simile, i dati in input diversi (tra tutti ho notato che i costi di smantellamento stimati da Romanello sono tra il 20% e il 40% del costo attualizzato dell&#039;impianto contro il 100% di Coiante)

...e altre differenze interessanti...

per mia fortuna ho avuto modo di parlare con un collega il cui cugino sta lavorando allo smantellamento dell&#039;impianto di Trino, e mi racconta che sono ancora li&#039; a smontare, lavare e tritare parti di impianto.
Prendo per buona questa testimonianza e mi chiedo: quanto ci sta costando lo smantellamento? E il mantenimento in sicurezza delle scorie, dal momento che in Italia non esiste un sito di stoccaggio definitivo? Viene fin da pensare che questi costi siano perfino sottostimati dallo stesso Coiante.
Il costo finale resta in definitiva incalcolabile.

E i costi assicurativi, inclusi nel FFT, siamo sicuri che coprano un evento molto improbabile ma che se si verificasse avrebbe dei costi reali che neppure un colosso assicurativo potrebbe coprire per intero? Non e&#039; forse vero che negli Stati Uniti, oltre l&#039;obbligo assicurativo delle centrali nucleari, risponde in ultima istanza il Congresso? In definitiva, cioe&#039;, la collettivita&#039;. Rassegnamoci dunque: in caso di evento avverso, alla fine i costi sarebbero a carico della collettivita&#039;!

Poi vado avanti ad usare la logica...

Prendiamo per buono, anche se ne dubito, il dato di Spezia che sostiene il costo del kWh solare 10 volte quello del nucleare (E&#039; allora? Anche se fosse cosi&#039;?
Aggiungiamoci anche l&#039;accumulo, vogliamo dire che sia 20 volte di piu&#039;?
Sinceramente questa e&#039; materia che deve preoccupare i conservatori di questa pazza era di consumismo sfrenato, non chi si prefigge l&#039;obiettivo di uno stile di vita che possa essere sostenibile.
Prendereste/dareste ai vostri figli un medicinale che costa 1/20 di un altro sapendo che, anche se con probabilita&#039; infinitesima, potrebbe nuocergli fino a farlo stramazzare?

E al fatto che l&#039;Italia sia un paese densamente popolato, ci abbiamo pensato? Saremmo contenti di inquinare le nostre campagne, che producono i nostri prodotti tipici di cui andiamo orgogliosi, e i nostri vigneti con i quali produciamo vini per i quali siamo famosi in tutto il mondo, rendendoli inutilizzabili per molto molto tempo? Saremmo disposti a rinunciare ad un&#039;importante fetta di PIL dovuta ad un&#039;evento, certo improbabile, ma che ci farebbe rinunciare a questo nostro patrimonio?
Vorrei parlare di questo ai nostri viticoltori. Vorrei parlare loro anche di cambiamenti climatici: saremmo contenti, sarebbero contenti, se le condizioni climatiche non gli permettessero piu&#039; di produrre vini di qualita&#039; riconosciuta in tutto il mondo?

Poi, siamo sicuri che l&#039;approviggionamento di uranio sia assicurabile per l&#039;arco di vita delle centrali che vogliamo costruire? Siamo coscienti che ci troveremo in competizione con altri paesi ben piu&#039; forti di noi qualora l&#039;unica fonte cui fare affidamento dovesse diventare il nucleare?

Signori miei: la logica dice che non ha senso prendersi rischi cosi&#039; grandi in nome del profitto, in nome del risparmio.

E&#039; gia&#039; oggi possibile investire in rinnovabili e ottenere l&#039;energia che ci serve senza violentare la natura oltre il necessario, e la risposta di alcuni e&#039; di continuare su una tecnologia che e&#039; vecchia e che dimostra i suoi limiti ogni giorno che la usiamo? Provate a leggere i bollettini provenienti dalla Francia e dagli altri paesi nuclearizzati e rendetevi conto da soli. Gli incidenti non gravi sono ormai all&#039;ordine del giorno. In Francia si sono perfino persi delle sostanze radioattive in un fiume e se ne sono accorti dopo molto tempo!

Per buona pace dei nuclearisti io dico: anche il nucleare non sta in piedi senza incentivi altrimenti, se fosse cosi&#039; profittevole, ci sarebbe la fila di investitori privati pronti a produrre cosi&#039; l&#039;elettricita&#039; e a venderla cara agli utenti, facendo lauti profitti. Invece niente, senza spesa pubblica, senza lo Stato (o i poveri utenti che pagano in bolletta ancora oggi i costi di smantellamento delle centrali che stavamo costruendo), non c&#039;e&#039; nessuno che si faccia avanti. Ecco la disperazione del nucleare: aver bisogno di ingenti capitali pubblici avendo da offrire in cambio una vecchia tecnologia che non ci permette neppure di emanciparci dal resto del mondo (Italia paese del sole, non dell&#039;uranio, giusto?).

Coiante e&#039; onesto, ha ben definito i limiti delle rinnovabili: il costo e la necessita&#039; di avere una rete &quot;smart grid&quot; in grado di gestire le variazioni di produzione e/o in ultima istanza di poter accumulare gli eccessi di produzione.

Il primo fattore, il costo, e&#039; ampiamente compensato dall&#039;assenza di rischi per l&#039;ambiente, dalla possibilita&#039; di produrre in modo decentralizzato (un vantaggio perche&#039; riduce i punti critici di failure nella rete) posto che ci sia una rete moderna e flessibile.

Il secondo e&#039; gestibile con reti flessibili, gestione della domanda, e un po&#039; di accumulo. Il tutto con un aggravio di costi ma con un basso impatto ambientale.

La stessa onesta&#039; intellettuale di Coiante non mi pare di vederla nell&#039;accanimento alla ricerca del costo basso a tutti i costi (e&#039; un&#039;ossimoro!) o nella demolizione di caratteristiche delle rinnovabili che hanno gia&#039; soluzioni tecniche validissime anche se, certamente, si devono prevedere costi aggiuntivi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bravi: avete fatto bene a pubblicare la lettera di Spezia. Il dibattito resti aperto.</p>
<p>Io non sono del mestiere, pero&#8217; cercando di usare la logica ho comunque cercato di arrivare ad un conclusione sull&#8217;argomento.</p>
<p>Allora, di Coiante ho trovato i due paper: <a href="http://www.aspoitalia.it/images/stories/coiante/coiantecostonucleare.pdf" rel="nofollow">http://www.aspoitalia.it/images/stories/coiante/coiantecostonucleare.pdf</a> e <a href="http://www.aspoitalia.it/images/stories/coiante/coiantenucleare2.pdf" rel="nofollow">http://www.aspoitalia.it/images/stories/coiante/coiantenucleare2.pdf</a></p>
<p>Poi ho trovato: www2.ing.unipi.it/~d0728/GCIR/Costi.pdf di Romanello/Lomonaco/Cerullo</p>
<p>I primi moderatamente contro e il secondo decisamente pro-nucleare (mia opinione: nonostante il paper tecnico traspare fin da subito un wording un po&#8217; troppo enfatizzato)</p>
<p>Il metodo di calcolo e&#8217; simile, i dati in input diversi (tra tutti ho notato che i costi di smantellamento stimati da Romanello sono tra il 20% e il 40% del costo attualizzato dell&#8217;impianto contro il 100% di Coiante)</p>
<p>&#8230;e altre differenze interessanti&#8230;</p>
<p>per mia fortuna ho avuto modo di parlare con un collega il cui cugino sta lavorando allo smantellamento dell&#8217;impianto di Trino, e mi racconta che sono ancora li&#8217; a smontare, lavare e tritare parti di impianto.<br />
Prendo per buona questa testimonianza e mi chiedo: quanto ci sta costando lo smantellamento? E il mantenimento in sicurezza delle scorie, dal momento che in Italia non esiste un sito di stoccaggio definitivo? Viene fin da pensare che questi costi siano perfino sottostimati dallo stesso Coiante.<br />
Il costo finale resta in definitiva incalcolabile.</p>
<p>E i costi assicurativi, inclusi nel FFT, siamo sicuri che coprano un evento molto improbabile ma che se si verificasse avrebbe dei costi reali che neppure un colosso assicurativo potrebbe coprire per intero? Non e&#8217; forse vero che negli Stati Uniti, oltre l&#8217;obbligo assicurativo delle centrali nucleari, risponde in ultima istanza il Congresso? In definitiva, cioe&#8217;, la collettivita&#8217;. Rassegnamoci dunque: in caso di evento avverso, alla fine i costi sarebbero a carico della collettivita&#8217;!</p>
<p>Poi vado avanti ad usare la logica&#8230;</p>
<p>Prendiamo per buono, anche se ne dubito, il dato di Spezia che sostiene il costo del kWh solare 10 volte quello del nucleare (E&#8217; allora? Anche se fosse cosi&#8217;?<br />
Aggiungiamoci anche l&#8217;accumulo, vogliamo dire che sia 20 volte di piu&#8217;?<br />
Sinceramente questa e&#8217; materia che deve preoccupare i conservatori di questa pazza era di consumismo sfrenato, non chi si prefigge l&#8217;obiettivo di uno stile di vita che possa essere sostenibile.<br />
Prendereste/dareste ai vostri figli un medicinale che costa 1/20 di un altro sapendo che, anche se con probabilita&#8217; infinitesima, potrebbe nuocergli fino a farlo stramazzare?</p>
<p>E al fatto che l&#8217;Italia sia un paese densamente popolato, ci abbiamo pensato? Saremmo contenti di inquinare le nostre campagne, che producono i nostri prodotti tipici di cui andiamo orgogliosi, e i nostri vigneti con i quali produciamo vini per i quali siamo famosi in tutto il mondo, rendendoli inutilizzabili per molto molto tempo? Saremmo disposti a rinunciare ad un&#8217;importante fetta di PIL dovuta ad un&#8217;evento, certo improbabile, ma che ci farebbe rinunciare a questo nostro patrimonio?<br />
Vorrei parlare di questo ai nostri viticoltori. Vorrei parlare loro anche di cambiamenti climatici: saremmo contenti, sarebbero contenti, se le condizioni climatiche non gli permettessero piu&#8217; di produrre vini di qualita&#8217; riconosciuta in tutto il mondo?</p>
<p>Poi, siamo sicuri che l&#8217;approviggionamento di uranio sia assicurabile per l&#8217;arco di vita delle centrali che vogliamo costruire? Siamo coscienti che ci troveremo in competizione con altri paesi ben piu&#8217; forti di noi qualora l&#8217;unica fonte cui fare affidamento dovesse diventare il nucleare?</p>
<p>Signori miei: la logica dice che non ha senso prendersi rischi cosi&#8217; grandi in nome del profitto, in nome del risparmio.</p>
<p>E&#8217; gia&#8217; oggi possibile investire in rinnovabili e ottenere l&#8217;energia che ci serve senza violentare la natura oltre il necessario, e la risposta di alcuni e&#8217; di continuare su una tecnologia che e&#8217; vecchia e che dimostra i suoi limiti ogni giorno che la usiamo? Provate a leggere i bollettini provenienti dalla Francia e dagli altri paesi nuclearizzati e rendetevi conto da soli. Gli incidenti non gravi sono ormai all&#8217;ordine del giorno. In Francia si sono perfino persi delle sostanze radioattive in un fiume e se ne sono accorti dopo molto tempo!</p>
<p>Per buona pace dei nuclearisti io dico: anche il nucleare non sta in piedi senza incentivi altrimenti, se fosse cosi&#8217; profittevole, ci sarebbe la fila di investitori privati pronti a produrre cosi&#8217; l&#8217;elettricita&#8217; e a venderla cara agli utenti, facendo lauti profitti. Invece niente, senza spesa pubblica, senza lo Stato (o i poveri utenti che pagano in bolletta ancora oggi i costi di smantellamento delle centrali che stavamo costruendo), non c&#8217;e&#8217; nessuno che si faccia avanti. Ecco la disperazione del nucleare: aver bisogno di ingenti capitali pubblici avendo da offrire in cambio una vecchia tecnologia che non ci permette neppure di emanciparci dal resto del mondo (Italia paese del sole, non dell&#8217;uranio, giusto?).</p>
<p>Coiante e&#8217; onesto, ha ben definito i limiti delle rinnovabili: il costo e la necessita&#8217; di avere una rete &#8220;smart grid&#8221; in grado di gestire le variazioni di produzione e/o in ultima istanza di poter accumulare gli eccessi di produzione.</p>
<p>Il primo fattore, il costo, e&#8217; ampiamente compensato dall&#8217;assenza di rischi per l&#8217;ambiente, dalla possibilita&#8217; di produrre in modo decentralizzato (un vantaggio perche&#8217; riduce i punti critici di failure nella rete) posto che ci sia una rete moderna e flessibile.</p>
<p>Il secondo e&#8217; gestibile con reti flessibili, gestione della domanda, e un po&#8217; di accumulo. Il tutto con un aggravio di costi ma con un basso impatto ambientale.</p>
<p>La stessa onesta&#8217; intellettuale di Coiante non mi pare di vederla nell&#8217;accanimento alla ricerca del costo basso a tutti i costi (e&#8217; un&#8217;ossimoro!) o nella demolizione di caratteristiche delle rinnovabili che hanno gia&#8217; soluzioni tecniche validissime anche se, certamente, si devono prevedere costi aggiuntivi.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Luigi ruffini</title>
		<link>http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/11/08/povero-galileo-la-risposta-di-ugo-spezia/comment-page-1/#comment-913</link>
		<dc:creator>Luigi ruffini</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 10:54:52 +0000</pubDate>
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		<description>Ops, Fabio, scusa ho linkato lo stesso articolo....

Impressionante, vero?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ops, Fabio, scusa ho linkato lo stesso articolo&#8230;.</p>
<p>Impressionante, vero?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Luigi ruffini</title>
		<link>http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/11/08/povero-galileo-la-risposta-di-ugo-spezia/comment-page-1/#comment-912</link>
		<dc:creator>Luigi ruffini</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 10:53:32 +0000</pubDate>
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		<description>Spett. Ing. Spezia,

http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/ambiente/nucleare3/ccatacombe-atomo/ccatacombe-atomo.html

Le auguro di gustarsi lo champagne che verrà prodotto con questo &quot;super feritilzzante&quot;.
E&#039; veramente questo il futuro che vuole per i sui figli e nipoti?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Spett. Ing. Spezia,</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/ambiente/nucleare3/ccatacombe-atomo/ccatacombe-atomo.html" rel="nofollow">http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/ambiente/nucleare3/ccatacombe-atomo/ccatacombe-atomo.html</a></p>
<p>Le auguro di gustarsi lo champagne che verrà prodotto con questo &#8220;super feritilzzante&#8221;.<br />
E&#8217; veramente questo il futuro che vuole per i sui figli e nipoti?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: fabio1979</title>
		<link>http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/11/08/povero-galileo-la-risposta-di-ugo-spezia/comment-page-1/#comment-911</link>
		<dc:creator>fabio1979</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 09:44:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.aspoitalia.it/blog/nte/?p=688#comment-911</guid>
		<description>@3
Non si discute sull&#039;innovare io non sono contro l&#039;innovazione, ma intanto vediamo i costi che fino ad ora hanno tenuto ben nascosti. 
 
http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/ambiente/nucleare3/ccatacombe-atomo/ccatacombe-atomo.html</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@3<br />
Non si discute sull&#8217;innovare io non sono contro l&#8217;innovazione, ma intanto vediamo i costi che fino ad ora hanno tenuto ben nascosti. </p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/ambiente/nucleare3/ccatacombe-atomo/ccatacombe-atomo.html" rel="nofollow">http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/ambiente/nucleare3/ccatacombe-atomo/ccatacombe-atomo.html</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: vac</title>
		<link>http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/11/08/povero-galileo-la-risposta-di-ugo-spezia/comment-page-1/#comment-910</link>
		<dc:creator>vac</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 08:58:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.aspoitalia.it/blog/nte/?p=688#comment-910</guid>
		<description>E&#039; stato chiarissimo!!
&quot;i dati di esercizio effettivi... &quot;
Ovvero com&#039;è andata fino ad ora.
...
Se i nostri antenati si fossero fidati dei &quot;dati di esercizio&quot; ora vivremmo ancora nelle caverne, invece qualcuno ha provato ad innovare....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stato chiarissimo!!<br />
&#8220;i dati di esercizio effettivi&#8230; &#8221;<br />
Ovvero com&#8217;è andata fino ad ora.<br />
&#8230;<br />
Se i nostri antenati si fossero fidati dei &#8220;dati di esercizio&#8221; ora vivremmo ancora nelle caverne, invece qualcuno ha provato ad innovare&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: mauriziodaniello</title>
		<link>http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/11/08/povero-galileo-la-risposta-di-ugo-spezia/comment-page-1/#comment-909</link>
		<dc:creator>mauriziodaniello</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 20:27:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.aspoitalia.it/blog/nte/?p=688#comment-909</guid>
		<description>Grave ... Grave non saper leggere i &quot;dati d&#039;esercizio&quot; se non in maniera letterale senza interpretarli. 
Grave non sapere che esistono &quot;letterature&quot; che calcolano come inefficiente il nucleare rispetto ad altre energie.
Grave non sapere che il 100% d&#039;esercizio non è 24/24 per 356giorni ma il 100% di quel 90%.
Grave dire TUTTI quando era una riunione di un certo tipo.
QUESTI sarebbero quelli che garantirebbero la nostra serenità con una centrale atomica? Giudicate voi.

Ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grave &#8230; Grave non saper leggere i &#8220;dati d&#8217;esercizio&#8221; se non in maniera letterale senza interpretarli.<br />
Grave non sapere che esistono &#8220;letterature&#8221; che calcolano come inefficiente il nucleare rispetto ad altre energie.<br />
Grave non sapere che il 100% d&#8217;esercizio non è 24/24 per 356giorni ma il 100% di quel 90%.<br />
Grave dire TUTTI quando era una riunione di un certo tipo.<br />
QUESTI sarebbero quelli che garantirebbero la nostra serenità con una centrale atomica? Giudicate voi.</p>
<p>Ciao</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Frank</title>
		<link>http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/11/08/povero-galileo-la-risposta-di-ugo-spezia/comment-page-1/#comment-908</link>
		<dc:creator>Frank</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 16:59:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.aspoitalia.it/blog/nte/?p=688#comment-908</guid>
		<description>Gentile ing. Spezia, lei scrive che il fotovoltaico sopravvive solo grazie a &quot;ingenti sovvenzioni&quot;. Nel meccanismo del conto energia, non è lo Stato che paga il delta che riceve la minoranza &quot;fotovoltoicizzata&quot;, ma il bacino della maggioranza che non hanno il FV.

Per l&#039;energia atomica: mi può fare qualche esempio di centrale nucleare costruita senza partecipazione statale?

In ultima analisi, non mi fossilizzerei su &quot;chi paga oggi o domani&quot;, concentrandomi sul &quot;come essere autosufficiente nei prossimi lustri&quot;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile ing. Spezia, lei scrive che il fotovoltaico sopravvive solo grazie a &#8220;ingenti sovvenzioni&#8221;. Nel meccanismo del conto energia, non è lo Stato che paga il delta che riceve la minoranza &#8220;fotovoltoicizzata&#8221;, ma il bacino della maggioranza che non hanno il FV.</p>
<p>Per l&#8217;energia atomica: mi può fare qualche esempio di centrale nucleare costruita senza partecipazione statale?</p>
<p>In ultima analisi, non mi fossilizzerei su &#8220;chi paga oggi o domani&#8221;, concentrandomi sul &#8220;come essere autosufficiente nei prossimi lustri&#8221;</p>
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