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	<title>Commenti a: Lampadine a basso consumo: il paradosso di Jevons</title>
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	<description>Nuove tecnologie e modi di vivere nel mondo dopo il picco</description>
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		<title>Di: Riccardo</title>
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		<dc:creator>Riccardo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 20:28:10 +0000</pubDate>
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		<description>Il paradosso di Jevons è una situazione reale ed effettivamente poco paradossale. Le politiche adottate in termini di efficienza energetica però non sono da etichettare come inutili, né tantomeno come dannose, inquanto un uso efficiente delle risorse è un paradigma fondamentale per la sopravvivenza della specie umana sul pianeta Terra. Pensiamo alla quantità d&#039;acqua che scarichiamo diverse volte al giorno nel WC (che a Roma dove vivo è la stessa preziosissima acqua potabile del rubinetto), all&#039;energia potenzialmente risparmiata in ospedali, scuole, università e luoghi pubblici grazie alle lampade a basso consumo, alla minore necessità di combustibile fossile dei motori di ultima generazione, etc... Un uso più efficiente delle risorse è una NECESSITà, anche in Nazioni che presentino livelli di efficienza energetica elevati come l&#039;Italia, per non parlare poi della situazione di molti dei paesi emergenti le cui dinamiche demografiche fanno si che uno sfruttamento inefficiente delle risorse sia semplicemente impossibile.
Il problema è che a misure di risparmio energetico che incentivino l&#039;efficienza, devo essere integrati altri strumenti economici, come un sistema impositivo sui consumi, o più semplicemente sui consumi energetici (le proposte in tal senso sono molteplici, carbon e green taxes possono essere strutturate seguendo formule e teorie diverse, e la dottrina economica ha prodotto una quantità rilevantissima di studi in tal senso). Devono essere posti inoltre una serie di vincoli precisi e ben definiti dallo stato, ma non solo, quello che realmente servirebbe per risolvere le dinamiche ambientali sarebbe un coordinamento Sovra Nazionale nel regolare consumi energetici ed emissioni inquinanti. Si potrebbe inoltre proseguire, più coerentemente che in passato, nella creazione di un mercato delle emissioni internazionale, svincolato dagli &quot;interessi privati&quot; o dei singoli stati, che hanno reso l&#039;attuale sistema di cap and trade europeo una sorta di burla.
Fondamentale è infine il ruolo della comunicazione sociale, bisogna rendere tangibili i rischi del sovra sfruttamento delle risorse, ed i benefici legati invece al risparmio energetico. Educazione ed Informazione sono componenti fondamentali di questo processo, e per questo apprezzo moltissimo chiunque pubblichi, commenti o diffonda materiali, come in questo forum. Solo una società educata ed informata, (e qui non voglio sentire discorsi alla Tatcher, perchè la società siamo tutti noi) che porti ad avere una visione d&#039;insieme ed un approccio sistemico ai problemi di tipo ambientale, solo questo tipo di educazione può produrre l&#039;inversione di tendenza necessaria alla futura, serena sopravvivenza della specie umana.
L&#039;informazione può essere diretta, indiretta, mascherata sotto forma di leggi, imposte, incentivi, quello che sia! Lo stato deve sopperire almeno in parte alla mancanza d&#039;informazione della popolazione anche in modo &quot;paternalistico&quot;, concetto spiacevole da digerire per il nostro ego, ma che rappresentà la realtà dei fatti. Chi fuma sigarette, veste Nike, Adidas, Gucci, (o quale sia il vostro stile), chi beve Coca-cola, mangia Nutella, chi si appassiona a qualsiasi sport, o trasmissione televisiva (tutte cose che faccio anche IO in prima persona), sa, o almeno dovrebbe sapere quanto i messaggi del marketing moderno riescono a modificare attitudini e comportamenti.. Se riescono a farci venire il cancro fumando, possibile non riescano a farci passare l&#039;idea di quanto valga la tutela del nostro pianeta Terra?? Secondo me qualcuno inizia a spingere in tal senso, e grazie alle tecnologie moderne dell&#039;informazione questo processo si diffonderà a macchia d&#039;olio, se non per merito, almeno per necessità contingente nel prossimo futuro. Forse sono solo ottimista, ma noto vari segnali in tal senso. Che dire di più?! ...Incrociamo le dita</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il paradosso di Jevons è una situazione reale ed effettivamente poco paradossale. Le politiche adottate in termini di efficienza energetica però non sono da etichettare come inutili, né tantomeno come dannose, inquanto un uso efficiente delle risorse è un paradigma fondamentale per la sopravvivenza della specie umana sul pianeta Terra. Pensiamo alla quantità d&#8217;acqua che scarichiamo diverse volte al giorno nel WC (che a Roma dove vivo è la stessa preziosissima acqua potabile del rubinetto), all&#8217;energia potenzialmente risparmiata in ospedali, scuole, università e luoghi pubblici grazie alle lampade a basso consumo, alla minore necessità di combustibile fossile dei motori di ultima generazione, etc&#8230; Un uso più efficiente delle risorse è una NECESSITà, anche in Nazioni che presentino livelli di efficienza energetica elevati come l&#8217;Italia, per non parlare poi della situazione di molti dei paesi emergenti le cui dinamiche demografiche fanno si che uno sfruttamento inefficiente delle risorse sia semplicemente impossibile.<br />
Il problema è che a misure di risparmio energetico che incentivino l&#8217;efficienza, devo essere integrati altri strumenti economici, come un sistema impositivo sui consumi, o più semplicemente sui consumi energetici (le proposte in tal senso sono molteplici, carbon e green taxes possono essere strutturate seguendo formule e teorie diverse, e la dottrina economica ha prodotto una quantità rilevantissima di studi in tal senso). Devono essere posti inoltre una serie di vincoli precisi e ben definiti dallo stato, ma non solo, quello che realmente servirebbe per risolvere le dinamiche ambientali sarebbe un coordinamento Sovra Nazionale nel regolare consumi energetici ed emissioni inquinanti. Si potrebbe inoltre proseguire, più coerentemente che in passato, nella creazione di un mercato delle emissioni internazionale, svincolato dagli &#8220;interessi privati&#8221; o dei singoli stati, che hanno reso l&#8217;attuale sistema di cap and trade europeo una sorta di burla.<br />
Fondamentale è infine il ruolo della comunicazione sociale, bisogna rendere tangibili i rischi del sovra sfruttamento delle risorse, ed i benefici legati invece al risparmio energetico. Educazione ed Informazione sono componenti fondamentali di questo processo, e per questo apprezzo moltissimo chiunque pubblichi, commenti o diffonda materiali, come in questo forum. Solo una società educata ed informata, (e qui non voglio sentire discorsi alla Tatcher, perchè la società siamo tutti noi) che porti ad avere una visione d&#8217;insieme ed un approccio sistemico ai problemi di tipo ambientale, solo questo tipo di educazione può produrre l&#8217;inversione di tendenza necessaria alla futura, serena sopravvivenza della specie umana.<br />
L&#8217;informazione può essere diretta, indiretta, mascherata sotto forma di leggi, imposte, incentivi, quello che sia! Lo stato deve sopperire almeno in parte alla mancanza d&#8217;informazione della popolazione anche in modo &#8220;paternalistico&#8221;, concetto spiacevole da digerire per il nostro ego, ma che rappresentà la realtà dei fatti. Chi fuma sigarette, veste Nike, Adidas, Gucci, (o quale sia il vostro stile), chi beve Coca-cola, mangia Nutella, chi si appassiona a qualsiasi sport, o trasmissione televisiva (tutte cose che faccio anche IO in prima persona), sa, o almeno dovrebbe sapere quanto i messaggi del marketing moderno riescono a modificare attitudini e comportamenti.. Se riescono a farci venire il cancro fumando, possibile non riescano a farci passare l&#8217;idea di quanto valga la tutela del nostro pianeta Terra?? Secondo me qualcuno inizia a spingere in tal senso, e grazie alle tecnologie moderne dell&#8217;informazione questo processo si diffonderà a macchia d&#8217;olio, se non per merito, almeno per necessità contingente nel prossimo futuro. Forse sono solo ottimista, ma noto vari segnali in tal senso. Che dire di più?! &#8230;Incrociamo le dita</p>
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	<item>
		<title>Di: Lampadine a basso consumo: abbiamo abbastanza gallio per i LED? &#8212; Nuove Tecnologie Energetiche</title>
		<link>http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/10/16/lampadine-a-basso-consumo-il-paradosso-di-jevons/comment-page-1/#comment-1141</link>
		<dc:creator>Lampadine a basso consumo: abbiamo abbastanza gallio per i LED? &#8212; Nuove Tecnologie Energetiche</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 21:00:39 +0000</pubDate>
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		<description>[...] in alcuni post precedenti (&#8220;lampadine a basso consumo, sono una buona idea?&#8221; &#8220;il paradosso di jevons&#8220;, &#8220;le lampade fluorescenti sono [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] in alcuni post precedenti (&#8220;lampadine a basso consumo, sono una buona idea?&#8221; &#8220;il paradosso di jevons&#8220;, &#8220;le lampade fluorescenti sono [...]</p>
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	<item>
		<title>Di: Anonimo</title>
		<link>http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/10/16/lampadine-a-basso-consumo-il-paradosso-di-jevons/comment-page-1/#comment-1137</link>
		<dc:creator>Anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 09:32:13 +0000</pubDate>
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		<description>Comnque a quanto pare le lampadine CFL costano così tanto da fare spendere di più che con quelle ad incandescenza anche considerando il risparmio nella bolletta; quindi niente risparmio sul costo dell&#039;illuminazione domestica. 
Faccio inoltre notare che quanto dichiarato sulle confezioni riguardo all&#039;equivalenza nella capacità di illuminare è sbagliato, se non volutamente ingannevole. Se una lampadina a CFL consuma n Watt sulla sua scatola normalmente viene scritto equivalente a una lampada ad una lampada ad  tungsteno di (n x 5) Watt. Non viene mai cambiata questa formula al cabiare della geometria della lampadina CFL; eppure se per esempio una lampadina è costituita da un tubo di vetro in spire che delineano un cilindro (CFL modello E27) si può pensare che mentà delle sue radiazioni venga proiettata internamente al cilindro e quindi che buona parte dei Watt trasformati dal tubo a fluorescenza in luce venga subito dopo trasformato in calore all&#039;interno del cilindro circoscritto dalle spire; avviene che parte della luce prodotta viene trattenuta dentro la lampadina e quindi si trasforma in calore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Comnque a quanto pare le lampadine CFL costano così tanto da fare spendere di più che con quelle ad incandescenza anche considerando il risparmio nella bolletta; quindi niente risparmio sul costo dell&#8217;illuminazione domestica.<br />
Faccio inoltre notare che quanto dichiarato sulle confezioni riguardo all&#8217;equivalenza nella capacità di illuminare è sbagliato, se non volutamente ingannevole. Se una lampadina a CFL consuma n Watt sulla sua scatola normalmente viene scritto equivalente a una lampada ad una lampada ad  tungsteno di (n x 5) Watt. Non viene mai cambiata questa formula al cabiare della geometria della lampadina CFL; eppure se per esempio una lampadina è costituita da un tubo di vetro in spire che delineano un cilindro (CFL modello E27) si può pensare che mentà delle sue radiazioni venga proiettata internamente al cilindro e quindi che buona parte dei Watt trasformati dal tubo a fluorescenza in luce venga subito dopo trasformato in calore all&#8217;interno del cilindro circoscritto dalle spire; avviene che parte della luce prodotta viene trattenuta dentro la lampadina e quindi si trasforma in calore.</p>
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	<item>
		<title>Di: Lampadine a basso consumo: sono sicure? &#8212; Nuove Tecnologie Energetiche</title>
		<link>http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/10/16/lampadine-a-basso-consumo-il-paradosso-di-jevons/comment-page-1/#comment-920</link>
		<dc:creator>Lampadine a basso consumo: sono sicure? &#8212; Nuove Tecnologie Energetiche</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 10:22:35 +0000</pubDate>
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		<description>[...] E ora veniamo al punto fondamentale: anche se il rischio è piccolo, ne valeva la pena? In molte discussioni su questo argomento trovate scritto che, si, c&#8217;è un piccolo rischio dovuto al mercurio delle lampade, ma è poca cosa rispetto al guadagno in efficienza e al risparmio energetico che portano. Chi fa questi ragionamenti, tuttavia, raramente si preoccupa di quantificare le cose. Il meglio che ho visto è una comparazione con le quantità di mercurio immesse nell&#8217;atmosfera dalle centrali elettriche. Il mercurio nelle lampade a fluorescenza, si dice, è meno di quello che emetterebbe una centrale a carbone se dovesse alimentare lampade a tungsteno di pari luminosità. Di questo argomento ho già parlato nel post precedente e il ragionamento, se permettete, è completamente sbagliato per due motivi: 1) in Italia il carbone produce meno del 20% dell&#8217;energia elettrica totale; gli altri combustibili &#8211; per esempio il gas naturale &#8211; non ne emettono e 2) una tecnologia più efficiente non porta da sola a una riduzione dei consumi energetici (è questo il cosiddetto &#8220;paradosso di Jevons&#8221;, di cui ho parlato in un post precedente). [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] E ora veniamo al punto fondamentale: anche se il rischio è piccolo, ne valeva la pena? In molte discussioni su questo argomento trovate scritto che, si, c&#8217;è un piccolo rischio dovuto al mercurio delle lampade, ma è poca cosa rispetto al guadagno in efficienza e al risparmio energetico che portano. Chi fa questi ragionamenti, tuttavia, raramente si preoccupa di quantificare le cose. Il meglio che ho visto è una comparazione con le quantità di mercurio immesse nell&#8217;atmosfera dalle centrali elettriche. Il mercurio nelle lampade a fluorescenza, si dice, è meno di quello che emetterebbe una centrale a carbone se dovesse alimentare lampade a tungsteno di pari luminosità. Di questo argomento ho già parlato nel post precedente e il ragionamento, se permettete, è completamente sbagliato per due motivi: 1) in Italia il carbone produce meno del 20% dell&#8217;energia elettrica totale; gli altri combustibili &#8211; per esempio il gas naturale &#8211; non ne emettono e 2) una tecnologia più efficiente non porta da sola a una riduzione dei consumi energetici (è questo il cosiddetto &#8220;paradosso di Jevons&#8221;, di cui ho parlato in un post precedente). [...]</p>
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	<item>
		<title>Di: simone</title>
		<link>http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/10/16/lampadine-a-basso-consumo-il-paradosso-di-jevons/comment-page-1/#comment-868</link>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 10:48:01 +0000</pubDate>
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		<description>qualche tempo fà, prima delle comunali, avevo scritto al pd (dato per vincente). tra le altre cose (ancora mi brucia l&#039;aver citato la fusione.. nella prefazione), chiedevo se non fosse possibile ridurre l&#039;illuminazione pubblica, per es limitandola ad aree diciamo strategiche come incroci, rotatorie, passassi pedonali.. magari installando lampioni a spot, se è questo il termine, progettati per illiminare propio dove serve, non le case adiacenti, non il cielo etc.
alle idi elettorali sentii il discorso del sindaco.. &#039;Bisogna fare qualcosa per l&#039;illuminazione pubblica..&#039;
che soddisfazione...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>qualche tempo fà, prima delle comunali, avevo scritto al pd (dato per vincente). tra le altre cose (ancora mi brucia l&#8217;aver citato la fusione.. nella prefazione), chiedevo se non fosse possibile ridurre l&#8217;illuminazione pubblica, per es limitandola ad aree diciamo strategiche come incroci, rotatorie, passassi pedonali.. magari installando lampioni a spot, se è questo il termine, progettati per illiminare propio dove serve, non le case adiacenti, non il cielo etc.<br />
alle idi elettorali sentii il discorso del sindaco.. &#8216;Bisogna fare qualcosa per l&#8217;illuminazione pubblica..&#8217;<br />
che soddisfazione&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Mark</title>
		<link>http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/10/16/lampadine-a-basso-consumo-il-paradosso-di-jevons/comment-page-1/#comment-862</link>
		<dc:creator>Mark</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 08:20:09 +0000</pubDate>
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		<description>…in pratica il paradosso di Jevons altro non è che il paradosso del 3X2 e come tutti sappiamo il 3×2 è uno sconto del 33% ma per ottenerlo si deve acquistare più della singola confezione di cui avevi bisogno…

http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/2009/10/20/problemi-complessi-richiedono-soluzioni-complesse/

http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/2009/10/21/il-paradosso-del-3x2/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>…in pratica il paradosso di Jevons altro non è che il paradosso del 3X2 e come tutti sappiamo il 3×2 è uno sconto del 33% ma per ottenerlo si deve acquistare più della singola confezione di cui avevi bisogno…</p>
<p><a href="http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/2009/10/20/problemi-complessi-richiedono-soluzioni-complesse/" rel="nofollow">http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/2009/10/20/problemi-complessi-richiedono-soluzioni-complesse/</a></p>
<p><a href="http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/2009/10/21/il-paradosso-del-3x2/" rel="nofollow">http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/2009/10/21/il-paradosso-del-3&#215;2/</a></p>
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	<item>
		<title>Di: Amos Bonato</title>
		<link>http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/10/16/lampadine-a-basso-consumo-il-paradosso-di-jevons/comment-page-1/#comment-860</link>
		<dc:creator>Amos Bonato</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 13:43:10 +0000</pubDate>
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		<description>Nessuna obiezione quindi a una sostituzione intelligente e razionale delle lampade a incandescenza con le CFL, ma la messa al bando &quot;fondamentalista&quot; delle prime e la loro sostituzione coatta con le &quot;sacre&quot; lampade a basso consumo altro non produrrà che una limitazione del risparmio domestico. Tutto questo in cambio di fantomatici benefici per l’ambiente.

Chiudevo così il terzo capitolo della mia ricerca sugli effetti della messa al bando delle incandescenti.
Non voglio che si mi metta in mano la bandiera &quot;no cfl sì incandescenti&quot;, le CFL non sono il demonio e nemmeno le lampade tradizionali.
E comunque, fino a quando esistono, nei punti luce che vengono normalmente accesi e spenti nel giro di pochi minuti, anche se hai un&#039;impianto alimentato da pannelli fotovoltaici, puoi usarle tranquillamente senza andare in black out, e ti dureranno di più delle lampade a basso consumo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nessuna obiezione quindi a una sostituzione intelligente e razionale delle lampade a incandescenza con le CFL, ma la messa al bando &#8220;fondamentalista&#8221; delle prime e la loro sostituzione coatta con le &#8220;sacre&#8221; lampade a basso consumo altro non produrrà che una limitazione del risparmio domestico. Tutto questo in cambio di fantomatici benefici per l’ambiente.</p>
<p>Chiudevo così il terzo capitolo della mia ricerca sugli effetti della messa al bando delle incandescenti.<br />
Non voglio che si mi metta in mano la bandiera &#8220;no cfl sì incandescenti&#8221;, le CFL non sono il demonio e nemmeno le lampade tradizionali.<br />
E comunque, fino a quando esistono, nei punti luce che vengono normalmente accesi e spenti nel giro di pochi minuti, anche se hai un&#8217;impianto alimentato da pannelli fotovoltaici, puoi usarle tranquillamente senza andare in black out, e ti dureranno di più delle lampade a basso consumo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Luigi ruffini</title>
		<link>http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/10/16/lampadine-a-basso-consumo-il-paradosso-di-jevons/comment-page-1/#comment-859</link>
		<dc:creator>Luigi ruffini</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 13:42:12 +0000</pubDate>
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		<description>Mi sembra un&#039;ottima idea.
Una specie di carrello della spesa....con la moneta dentro per 10 anni o più.
Ma se si rompe?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sembra un&#8217;ottima idea.<br />
Una specie di carrello della spesa&#8230;.con la moneta dentro per 10 anni o più.<br />
Ma se si rompe?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Lorenzo Montini</title>
		<link>http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/10/16/lampadine-a-basso-consumo-il-paradosso-di-jevons/comment-page-1/#comment-858</link>
		<dc:creator>Lorenzo Montini</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 13:34:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.aspoitalia.it/blog/nte/?p=636#comment-858</guid>
		<description>Scusate mi è partito il commento precedente, volevo finire dicendo che se si mettesse una cauzione di, per esempio, 2€ per ogni lampada acquistata e che questa cauzione viene restituita quando questa viene smaltita correttamente si potrebbe incentivarne il riciclo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate mi è partito il commento precedente, volevo finire dicendo che se si mettesse una cauzione di, per esempio, 2€ per ogni lampada acquistata e che questa cauzione viene restituita quando questa viene smaltita correttamente si potrebbe incentivarne il riciclo.</p>
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	<item>
		<title>Di: Anonimo</title>
		<link>http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/10/16/lampadine-a-basso-consumo-il-paradosso-di-jevons/comment-page-1/#comment-857</link>
		<dc:creator>Anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 13:32:22 +0000</pubDate>
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		<description>Sono d&#039;accordo che imporre l&#039;uso di lampade a basso consumo sia sbagliato. Però le lampade a basso consumo possono essere un&#039;ottimo strumento per chi cerca di consumare meno per impattare meno sull&#039;ambiente, sono quindi quelle persone che a fine vita della lampada porta la lampada ai centri di smaltimento e che le tengono accese solo quando è necessario. Nel mio caso i consumi si sono ridotti notevolmente (molto più del 1-2% anche se non posso quantificarlo esattamente) da quando le uso.  In fondo è anche grazie alle lampade a basso consumo che posso soddisfare al 100% i miei consumi elettrici con un impianto fotovoltaico di soli 1,3kWP (altrimenti non sarei riuscito per carenza di spazio). Tra l&#039;altro in un ottica di energia tutta rinnovabile le lampade a basso consumo si integrano bene con il fotovoltaico visto che si usano sopratutto quando non c&#039;è il sole. Poi per quanto riguarda il mercurio, sarebbe piuttosto necessario mettere incentivi economici (tipo una cauzione cioè ogni lampada acquistata costa 2€) per favorirne il riciclo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo che imporre l&#8217;uso di lampade a basso consumo sia sbagliato. Però le lampade a basso consumo possono essere un&#8217;ottimo strumento per chi cerca di consumare meno per impattare meno sull&#8217;ambiente, sono quindi quelle persone che a fine vita della lampada porta la lampada ai centri di smaltimento e che le tengono accese solo quando è necessario. Nel mio caso i consumi si sono ridotti notevolmente (molto più del 1-2% anche se non posso quantificarlo esattamente) da quando le uso.  In fondo è anche grazie alle lampade a basso consumo che posso soddisfare al 100% i miei consumi elettrici con un impianto fotovoltaico di soli 1,3kWP (altrimenti non sarei riuscito per carenza di spazio). Tra l&#8217;altro in un ottica di energia tutta rinnovabile le lampade a basso consumo si integrano bene con il fotovoltaico visto che si usano sopratutto quando non c&#8217;è il sole. Poi per quanto riguarda il mercurio, sarebbe piuttosto necessario mettere incentivi economici (tipo una cauzione cioè ogni lampada acquistata costa 2€) per favorirne il riciclo.</p>
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