Aspettando il prossimo inverno

di Ugo Bardi

trollinfrarossi

Foto presa a casa di Ugo Bardi con la telecamera a raggi infrarossi puntata su una superficie riflettente. La figura a destra nella foto è proprio lui, Ugo Bardi (con la telecamera in mano – si intravedono barba, baffi e occhiali). L’altra figura non è bene identificata, ma potrebbe essere il famoso troll invisibile, creatura misteriosa e arcana che si dice accompagni il presidente di ASPO-Italia nelle sue trasferte.

Nonostante che il 2008 sia stato fra i dieci anni più caldi della storia, è stato comunque un po’ più freddo degli anni precedenti. Questa ondata di freddo (relativo) ha dato la stura a un’ondata di negazionismo climatico di gente che, fra le altre cose, si era anche bevuta tutta di un fiato la balla dei ghiacci del Polo Nord che aumentano. A parte le balle, però, il freddo ha messo in difficoltà finanziarie chi, come me, vive in una casa costruita in quell “era di mezzo” in cui sembrava che non ci sarebbero stati problemi di combustibili nei secoli dei secoli; amen.

Casa mia è una villetta bifamiliare costruita nel 1965. In origine era del tutto priva di ogni accorgimento per il risparmio energetico. Con gli anni, ho fatto qualche intervento per migliorare le cose al piano di sopra, dove abito. Doppi vetri, isolamento sul soffitto, anti-spifferi alle porte. Ma queste cose non hanno fatto miracoli: la casa ha un sistema di riscaldamento con massicci termosifoni e una caldaia che sembra quella del Titanic. L’anno scorso, la spesa di metano si è aggirata sui 3000 euro per i due appartamenti (al piano di sotto abita mio padre).

Quest’anno, con le gelate che ci sono state, ho avuto un momento di panico: al solo rumore del bruciatore in cantina mi immaginavo il troll che lo alimentava spalandoci dentro biglietti da 50 euro. La cosa mi ha spinto a esplorare la situazione: è possibile fare qualcosa per non rovinarsi per scaldare la casa?

Ci ho fatto grandi ragionamenti sopra, ho contattato vari tecnici e ho sfruttato al massimo la competenza dei membri del forum “nuovetecnologieenergetiche.” I risultati sono, credo, abbastanza interessanti anche se, purtroppo, non del tutto confortanti. Trasformare una casa anni ’60 in una “casa passiva” è veramente molto difficile.

La cosa più sconfortante è stata contattare di persona alcuni cosiddetti “esperti” in forma di installatori di pannelli, cappotti e isolamenti vari. Non voglio offendere nessuno dei lettori di questo blog che potessero appartenere alla categoria, ma quelli che ho trovato io mi sono parsi anche più ignoranti e impreparati di quelli che sostengono che i ghiacci del Polo Nord aumentano. Se gli fai la minima domanda, ma perché proprio quel tipo di isolamento, perché proprio li’,  e se gli chiedi di quantificare appena un po’ il risultato che ne otterrai, beh, buonanotte.

Insomma, prima di svenarmi a incappottare questo o quello, ho deciso di mettermi a fare delle misure per vedere cosa potevo capire delle prestazioni di casa mia come entità abitativa riscaldante l’inquilino al suo interno. Inizialmente avevo pensato che gli installatori fossero attrezzati con adeguati strumenti, ma poi mi sono accorto che non ne sanno di telecamere a raggi infrarossi più di quanto il mio cane ne sappia di apriscatole. Per cui mi sono attrezzato di persona.

Il primo macchinario che ho cercato di procurarmi è stata una telecamera a infrarossi. Qui, mi sono accorto subito che i prezzi sono troppo alti per le finanze di un privato. Minimo qualche migliaio di euro e non ne vale la pena. Per fortuna, Luigi Tacconi, socio di ASPO si è molto gentilmente prestato a venire a casa mia con la telecamera di proprietà della provincia di Firenze, a lui affidata. I risultati sono stati piuttosto interessanti, ne avate visto un esempio più sopra; eccone un altro, un tantino più mirato

finestra_infrarossi1

Questa che vedete qui sopra è una delle finestre di casa mia,presa dall’interno con la telecamera a infrarossi. Vedete che l’infisso in legno è abbastanza bene isolante, meglio del doppio vetro che – peraltro è più o meno alla stessa temperatura del muro ai lati. Notate la “cornice” blu intorno alla finestra; una zona un paio di gradi più fredda del resto dovuta al fatto che in quella zona il muro è molto più sottile.

Ho passato qualche ora a esaminare casa mia con la telecamera a infrarossi. I risultati sono stati interessanti, ma non del tutto soddisfacenti. La telecamera è uno strumento potente, ma non è facile trovare il modo di fare delle buone misure. Si sente la mancanza di uno zoom ottico e – dall’esterno – uno trova ogni sorta di inconvenienti in forma di alberi, altri edifici, e tutto quello che può ingombrare la visuale. La telecamera la vedo bene per esaminare grandi edifici facendosi un quadro d’insieme in un colpo solo. Per una casa come la mia, sicuramente non vale la spesa.

Di conseguenza,  mi sono attrezzato con un oggetto molto meno sofisticato: un termometro a raggi infrarossi. Eccolo qua in mano all’autore in posa Jamesbondesca:

ugo_ir1

L’oggetto è comprato a Hong Kong via ebay per una quaantina di Euro. E’ corredato di un mirino laser che ti da una buona idea di cosa stai misurando. Qui lo vedete in azione.

infraredthermometer

Con il termometro infrarosso, si possono fare molte misure, in diverse condizioni di temperatura esterna e interna. Questi termometri non sono precisi per misure assolute, ma vanno molto bene per misure relative. Così, ti puoi fare un’idea approssimata di dove sono le perdite principali in casa tua. Così, ho confermato l’impressione che avevo avuto con la telecamera. In sostanza, a parte la striscia intorno alle finestre, le perdite  sono, in ordine decrescente, 1) dai doppi vetri, 2) dalle pareti esterne e 3) dal soffitto. Le differenze sono abbastanza piccole, tipicamente dell’ordine di un grado centigrado con una temperatura esterna che va da 5 a 8 gradi centigradi e una interna intorno a 16 gradi.

In sostanza, con una piccola spesa, puoi vedere se ci sono delle perdite importanti in casa tua e prendere dei provvedimenti in proposito. Nel mio caso, tuttavia, non è che da queste misure sia venuta fuori una soluzione miracolosa. Dall’ordine delle perdite, deduco che, probabilmente, la misura più efficace sarebbe passare dai doppi vetri ai tripli vetri, ma ci vorrebbero infissi tutti nuovi e – a parte la spesa – il regolamento edilizio del comune dove abito impone infissi in legno, per i quali (credo) i doppi vetri sono difficili da inserire. In seconda battuta, ci sarebbe la possibilità di incappottare la casa. Ma, anche qui, la casa anni ’60 non è stata costruita con questa idea in mente. Ci sono finestre di quelle “a persiana”, grondaie accostate al muro, ogni sorta di ingombri che andrebbero tutti modificati. Non so quali sarebbero i costi di una cosa del genere, ma ho il dubbio che sarebbero stratosferici.

Per il momento, mi sono limitato a abbassare  il termostato. Ho visto che, con un bel maglione, in casa si sta benissimo anche a 16 gradi. Questo ha portato già a un notevole risparmio rispetto alla situazione precedente, quando il termostato era settato a 20 gradi, anche se il totale della spesa lo devo ancora vedere.

Per fare un ragionamento serio di costi/benefici, putroppo, nemmeno il termometro a infrarossi basta. Bisognerebbe fare delle misure continuative su tempi lunghi per vedere come si comporta il “sistema casa” a diverse condizioni di temperatura esterna, vento, insolazione, eccetera. Da questo, uno potrebbe fare un modello che ti dice che cosa cambia e quanto risparmi se fai un “cappotto” o cose del genere. Ma questo non è ovvio a farsi, soprattutto quando uno ha a che fare con installatori che rimangono a bocca aperta quando vedono un termometro a infrarossi. Quindi, aspettando il prossimo inverno, se qualcuno dei lettori di questo blog mi può dare un suggerimento, è benvenuto.

Ringrazio Luigi Tacconi per il prestito della telecamera a infrarossi

52 comments ↓

#1 luca lombroso on 02.24.09 at 14:25

Nel sito di Casa Kyoto c’è un software semplificato per calcolare i consumi e i punti critici di una casa:
http://class.casakyoto.eu/
E’ chiaramente un modellino semplificato, ma un’idea di massima la da

#2 Lorenzo M. on 02.24.09 at 15:46

Un semplice ed economico sistema per migliorare l’isolamento termico delle finestre potrebbe essere quello di mettere delle tende spesse e abbastanza vicine ai vetri. Non ho misurato il vantaggio di questo accorgimento, ma ho notato che con le tende, sul vetro si forma della condensa che senza non si forma.

#3 Ugo Bardi on 02.24.09 at 17:14

Grazie per la segnalazione, Luca. Sono andato a vedere quel sito e viene fuori che casa mia è “classe C”. Ma è veramente un calcolo “spannometrico”. Mi domando se sia così che si fa la certificazione energetica. QUalcuno sa rispondere?

#4 Luigi Ruffini on 02.24.09 at 17:44

Per professione sono elettricista, da circa 21 anni.
Negli ultimi 3 mi sono specializzato nell’abbinamento sistemi fotovoltaici-riscaldamento elettrico.
Mentre per il primo si tratta di un settore che conosco marginalmente dal ’91 ed in maniera più approfondita dal 2002(progetto tetti fotovoltaici), nel caso del riscaldamento elettrico più volte sono venuto a collidere pesantemente sui blog con i soliti troll (nel caso rivenditori di climatizzatori da casa) che continuano ancora a proporre sistemi presunti a pompa di calore come la manna che scende dal cielo. Poi se veramente questi sistemi siano validi occorre verificarlo analizzando meno i vari C.O.P. ed un po’ più le condizioni di installazione.
Nel suo caso: se da un lato lei ha problemi di dispersione è dovuto a 2 distinti fattori.
Il primo è già stato da Lei ampiamente analizzato, posso solo aggiungere che a casa mia ho un cappotto da 5 cm in sughero, vetri quadrupli, tetto verde e che d’estate pare ci sia l’aria condizionata (25° interni con 38° esterni).
Il sistema di riscaldamento a termosifoni è quanto di peggio ci possa essere. Scladare i soffitti con acqua riscaldata in caldaia a 1.500 gradi per avere 19° a casa non può più essere una soluzione accettabile, indipendentemente dalla coibentazione dei muri perimetrali.
Parlavo prima del riscaldamento elettrico perché ho testato personalmente (e realizzato impianti), con sistemi ad irraggiamento IR a bassissimo consumo, totalmente elettrici e con emissioni elettromagnetiche pari quasi a zero.
Con questo sistema, fotovoltaico a parte, già si arriva ad avere un risparmio almeno del 20% sui costi di gestione, razie al fatto che la sensazione di calore si ha per irraggiamento e non per convezione di aria.
L’ambiente è deumidificato, con temperatura omogenea, più salubre. La dispersione si ha principalmente a causa della cessione di calore dell’aria calda a contatto delle superfici fredde. Con l’irraggiamento l’aria rimane molto più fredda rispetto al sistema convettivo e, di coseguenza, la dispersione si riduce drasticamente.
Ripeto: sistema ampiamente testato dal sottoscritto.
Se ci si abbina anche il fotovoltaico si arriva anche a ridurre (se non eliminare) drasticamente i costi di riscaldamento.

#5 Pippolillo on 02.24.09 at 18:48

Trasformare una casa vecchia dal punto di vista del risparmio energetico è difficile e costoso.
Per calcolare il consumo energetico si può utilizzare il software gratuito del CNR di nome Docet http://www.docet.itc.cnr.it/

O andare su questo sito del gruppo CasaClima di Bolzano
https://portal.xclima.com/

Più semplice e veloce, ma meno preciso, il software gratuito di Edilclima
http://www.edilclima.it/it/supporto/scheda.php?id=10272

Se è una casa del 1965, probabilmente avrà il muro esterno doppio con cassa vuota. Nell’isolamento termico bisogna stare molto attenti alla condensa che inevitabilmente potrebbe formarsi perché i muri non respirerebbero più. Poi i ponti termici di cui molti si dimenticano.

Quella della riqualificazione energetica degli edifici è la strada da intraprendere. Meno male che il nostro Governo l’ha capito, infatti ha appena firmato un accordo con la Francia per costruire 4 centrali nucleari in Italia…

#6 Ugo Bardi on 02.24.09 at 19:47

Guarda, Pippolillo, un commento brevissimo. Anche tu hai bevuto (scusa!) la balla che ci stanno raccontando tutti i telegiornali. Non c’è nessun accordo fra italia e francia per “costruire 4 centrali nucleari in Italia”. Secondo il comunicato stampa dell’enel, c’è solo un accordo di massima (Memorandum of understanding) per iniziare un programma di ricerca congiunto sulle centrali nucleari di terza generazioni. Per costruirle, bisogna che ce le paghiamo da noi, macome è giusto che sia. Il comunicato dice,infatti:

“Con il MoU di oggi, Enel ed EDF si impegnano a costituire una joint-venture paritetica (50/50) che sarà responsabile dello sviluppo degli studi di fattibilità per la realizzazione delle unità di generazione nucleare EPR. Successivamente, completate le attività di studio e prese le necessarie decisioni di investimento, è prevista la costituzione di società ad hoc per la costruzione, proprietà e messa in esercizio di ciascuna unità di generazione
nucleare EPR.”

#7 Ugo Bardi on 02.24.09 at 19:49

x Luigi, questi sistemi a infrarosso mi interessano moltissimo. Hai qualche dato in proposito? Il “tetto verde” cosa vuol dire esattamente?

#8 Pippolillo on 02.24.09 at 20:26

Caro prof. Bardi, con la sua risposta ho le idee più chiare ma purtroppo non fa che confermare che l’informazione in Italia è completamente pilotata da chi sta al Governo.
Purtroppo non seguo ancora abbastanza internet ed ogni tanto mi faccio traviare dai TG.
L’italia è morta, W l’Italia.

#9 Leonardo on 02.24.09 at 21:07

Cercando “pannelli radianti ir” su google, ad esempio:

http://www.soleaitalia.it/pannelli-infrarossi.htm

sono indicate potenza elettrica e il volume riscaldabile (giusto per farsi un’idea)

mah!!!

Saluti

#10 Leonardo on 02.24.09 at 22:21

…nel sito di solea italia c’è anche un calcolo costi (http://www.soleaitalia.it/linfrarosso.htm) un po’ poco convincente. Mi pare che abbiano moltiplicato per 8h di funzionamento, ad esempio per il metano considerano un costo di 0,87€. Il costo sul pannello radiante è omesso ma visto che lo paragonano ad un 900W calcolo io 0,9*8=7,2KWh. 7,2KWh*0,18€=1,296€ decisamente di più. A pensar male l’omissione è voluta.
Inoltre per riscaldare una casa come quella descritta da Ugo probabilmente servirebbe un contrattone da 11KW e un potenziamento della copertura fv…
Spero a questo punto che esistano pannelli con prestazioni diverse!

Saluti

#11 mauriziodaniello on 02.25.09 at 01:16

Forse mi ripeto per te, ma è importate per chi legge il blog :

La zona blu attorno alle tue finestre SONO un errato montaggio degli infissi !

Esistono finestre in PVC (che poi non è pcv semplice) o anche d’altro materiale IDENTICHE d’aspetto alle finestre di legno, solo con un esame ravvicinato si scopre “l’imbroglio” .

Ringrazio Luigi Ruffini per quello che dice (che è la stessa cosa che dico anch’io) pregandolo di fare un vero documento (o un link se è già fatto) dato che si tratta d’esperienza.

Ciao

#12 lauro on 02.25.09 at 01:30

Mi sono occupato in qualità di energy manager della riqualificazione energetca di una villetta, cercando di utilizzare le migliori tecnologie, cappotto esterno, tetto ventilitato, fotovoltaico, pompa di calore. Lei si lamenta solo perchè non è riuscito a trovare un tecnico preparato, io ho dovuto formare nell’ordine un architetto, un geometra infine un ingegnere almeno per ciò che concerne la prepazione teorica alle normative che regolano la riqualificazione energetica degli edifici, non le dico che fatica. Vorrei però darle un dato finanziario che spesso sfugge ai più, ma che determina la sostenibilità economica dell’operazione anche in considerazione che lei ha un impianto fotovoltaico. Gli incentivi relativi alla produzione fotovoltaica aumentano pari alla metà della percentuale del risparmio energetico conseguito documentato dall’attestato di qualificazione energetica e/o certificazione . Potrebbe cortesemente darmi il nme dello strumento che ha comprato in e.bay, lo farei acquistare all’impresa che sta eseguendo i lavori di riqualificazione.
Non sottovaluti l’elemento finanziario, gli incentivi possono aumentare fino ad un ulteriore 30%, accompagnati alle detrazioni fiscali del 55% e alle minori spese per il risparmio energetico, danno la sostenibilità alla spesa nella sua interezza.

#13 Luigi Ruffini on 02.25.09 at 08:57

X Prof. Bardi.

I sistemi ad irraggiamento elettrici sono già abbastanza diffusi. In Italia c’é Thermal Technology e Cadif.
Entrambe costruiscono i loro prodotti in Italia. Non importano come l’altra ditta citata in precedenza, che tra l’altro ha copiato successivamente l’idea.
La prima realizza sistemi con conduttori in fibra di carbonio. Hanno potenza minore ed una percentuale di convezione leggermente maggiore rispetto a Cadif.
Sono più simili ai sistemi a calorifero, ma con costi di gestione decisamente bassi. Personalmente credo che risentano di più della qualità dell’isolamento.
Cadif ha dei prodotti più potenti, IR puro con convettivo indiretto (il pannello scalda solo per irraggiamento IR, ma i corpi riscaldati scaldano l’aria e creano successivamente convezione, anche se minima).
Entrambe le aziende hanno versioni sottopavimento, e quì sta il vero “salto” tecnologico.
Es Cadif ha Il MEC 3000, che viene posta sotto il massetto e sostituisce i sistemi ad acqua. Questo prodotto è talmente avanti a livello tecnico che pare venga quasi dalla Luna.
Sono a bassissimo consumo (rif. 50w per mq) e una performance incredibile. In 5 cm ci sta: Isolamento in Polistirene, sistema di riscaldamento, massetto e pavimento.
La “striscia è larga 25 cm ed orientativamente copre il 50% della superficie.

http://www.cadif.it/
http://www.thermaltt.com/Ita/index.asp

Una considerazione: valutare questi sistemi usando parametri fittizi quali rendimenti, coefficienti paragonandoli ai sistemi tradizionali è fuorviante:
Non esiste ingegnere al mondo capace di calcolare con precisione i costi di gestione di un sistema a Gas.
Il rendimento solitamente si valuta con i dati del fabbricante della caldaia, ma non tiene conto delle variabili di installazione.
Una caldaia con rendimenti altissimi non serve a nulla se il collettore dell’impianto non è coibentato, oppure se viene collocata in esterno (usanza purtroppo diffusa).
Ultimo (ma non per ultimo) il gas durerà ancora per poco, e fra 20 anni chi lo va a dire ai figli che l’impianto non è più utilizzabile, con il Mc che costerà 5€??

Il Tetto verde (autocostruito), è una copertura (nel mio casi in cemento) con una doppia guaina impermeabilizzante. Il secondo strato antiradice. Successivamente ho realizzato un sistema di drenaggio a celle di plastica, un sistema di filtraggio con rete zincata che supporta tessuto non tessuto e poi un sistema di contenimento (il tetto ha 30% di pendenza). Poi terra e arbusti per 15 cm scarsi.
Ho infine realizzato un sistema di irrigazione a goccia collegato ad una cisterna ricavata nella fondazione di casa (capacità 90.000 litri).
Il sistema permette una coibentazione termica eccellente sia d’estate che d’inverno.

#14 Carlo on 02.25.09 at 10:31

X prof. Bardi,
vorrei farle notare che dalla prima immagine pubblicata si deduce chiaramente un marcato gradiente di temperatura verticale, quindi gli euro che spende vanno prevalentemente a riscaldare il soffitto. Un ottimo accorgimento a bassissimo costo è l’installazione di una pala da soffitto che, muovendo l’aria dal basso verso l’alto, uniforma la temperatura della stanza e rende i 15 °C perfettamente vivibili.
Complimenti per la trasmisisone.

Saluti

#15 Mimmo on 02.25.09 at 10:32

Prof, sa che si può essere plurilaureati in discipline scientifiche, si può essere docenti universitari in materie scientifiche ma non si può certificare la propria abitazione se non si è iscritti alla camera di commercio o a qualche albo professionale?

#16 Mimmo on 02.25.09 at 10:57

A Luigi Ruffini: 50 watt a metro quadro sono 5 kW per un appartamento di 100 metri quadri!

In ogni caso, trasformare elettricità in calore mi sembra una bestemmia (a meno che uno non abbia una centrale rinnovabile). E anche in questo caso entrerei nell’ottica che se io uso 5 kW puliti per riscaldare casa mia, da qualche parte si stanno bruciando 15 kW di fossile per fare avere 5 kW di elettricità a qualcun altro. Non so se rendo il concetto…

#17 david c on 02.25.09 at 12:09

Io ho fatto un cappotto di 10 cm di polistirolo sul lato nord della casa (ho solo il lato nord e sud perchè gli altri lati ci sono case) e isolato il tetto (non calpestabile)con 20 cm di lana di vetro e ho ottenuto il risultato di dimezzare il consumo senza altre tecniche.Purtroppo il lato sud non l’ho potuto isolare a cause di diatribe interne in casa, e perchè qualche amico “esperto” molto ascoltato in casa diceva che cosi’ la casa “non respira”, altrimenti i risultati sarebbero stati migliori.
Ho fatto tutto da me (10 anni fa):Ci ho messo due settimane e 1000 o 2000 euro (non ricordo).
Fatto sta che in pochi anni ho recuperato il tutto.
Ora ho cambiato casa perchè mi sono creato una mia famiglia.
Non ho mai capito perchè il sistema semplicissimo del cappotto non si sia diffuso.Abito molto a nord in pianura.
Il sistema di leggere la temperatura è interessante, ma non serve a niente.Le conclusioni che si ottengono sono sempre quelle di fare un buon cappotto.
Riguardo alle stuffette elettriche installate sotto i pavimenti, sono convinto che siano poco costose, ma avresti ottenuto lo stesso risultato (parlo a Ruffini)anche con stuffette che puoi ottenere con una decina d’euro (I buoni risultati li hai ottenuti col cappotto, non con le resistenze e paghi poco di elettricità perchè la bolletta, di fatto te la paga lo stato col fotovoltaico).Salutoni
Comunque tengo a precisare che la mia è esperienza personale e non sono fantasie o sentito dire.

#18 Franco on 02.25.09 at 13:03

Luigi risponderà meglio, ma rispetto a quanto detto da Mimmo:
1) 5 w/mq vogliono dire in 4000 ore (un anno abbondante) 20 kwh/mq, cioè performance da casa passiva, quindi ottime
2) elettricità per calore: prima dis candalizzarsi dobbiamo fare i conti, se scaldandoti a gas consumi ad esempio 60 kwh/mq anno (contro i 20 dell’ipotesi) hai consumato più gas di quello necessario a produrre i 20 kwh elettrici
3) per davide, con le stufette te li scordi 5 kwh/mq

#19 david c on 02.25.09 at 13:42

Scusa ma sei un venditore o ragioni con la tua testa?
Quale è l’efficenza di queste resistenze elettriche? Se tutto va bene è 1 (non è una pompa di calore).Il fatto che la casa richieda poco calore, dipende dal cappotto , dall’isolamento nel suo complesso, e non dal sistema di riscaldamento.
Anche le case passive raggiungono il 90% del risultato tramite l’isolamento.Il resto (i sistemi di riscaldamento) servono per non perdere il calore tramite l’aria di raffreddamento e l’acqua calda sanitaria.
Ma il grosso del lavoro lo fa l’isolamento e l’isoalmento fatto bene che eviti i ponrti termici.

#20 Mimmo on 02.25.09 at 13:50

A Franco: guarda che si parla tuo amico parla 50 W a mq! Hai dimenticato uno zero e i tuoi 20 kwh/mq sono in realtà 200.
Sei un politico o un prenditore?

#21 Mimmo on 02.25.09 at 13:53

A Franco: guarda che si parla di 50 W a mq! Hai dimenticato uno zero e i tuoi 20 kwh/mq sono in realtà 200.
E poi c’è un’enorme differenza tra kWh elettrico e termico.
Sei un politico o un prenditore?

#22 Cristiano Bottone on 02.25.09 at 14:15

Correggetemi se sbaglio, mi pare di capire che alla fine, indipendentemente da come uno riscaldi gli ambienti, il punto cruciale è l’isolamento.

Il cappotto è la soluzione ideale, ma in molti casi è molto costosa o impraticabile (es: condomini in cui gli altri condomini non abbiamo la minima intenzione di farlo).

Forse sarebbe utile concentrarsi su come potremmo isolare le case dall’interno? Agendo su pareti, solai e pavimenti? Magari con materiali che reagiscano bene all’umidità?

Servono soluzioni applicabili su larga scala e facilmente riproducibili. Possibile che non ce ne siano?

#23 Franco on 02.25.09 at 14:23

mimmo, hai ragione, sono andato a memoria e pago pegno.
Sul consumo annuo del sistema elettrico a irraggiamento, però aspettiamo Luigi, non attribuire a lui la mia sbadataggine.
Resta anche vero che non è sempre detto che elettricità per calore sia un errore.
Ciao, grazie per il “ricalcolo”.
ps hai fatto un secondo messaggio, forse mica tanto gentile. dunque in ogni caso il kwh è sempre un kwh, poi volevo semplicemente dire che per fare un kwh-e ci vogliono 2 – 2,5 kwh-t. Imprenditore o politico, ma che ti viene in mente.
Dai non ti arrabbiare, ci interessano le stesse cose e possiamo0 discutere con soddisfazione comune.
ciao, alla prossima.

#24 Stjopa70 on 02.25.09 at 14:43

x Ruffini
ho ormai pochi dubbi che il tuo intervento sia a scopo pubblicitario. Parli di troll delle pompe di calore, mentre il troll sei tu.

Metti le mani avanti sulle pompe di calore, ma ad un attento esame sono proprio queste che risultano convenire nella maggior parte dei casi.
Brevemente, ma posso approfondire, un’impianto radiante a pavimento a bassa temperatura alimentato con una pompa di calore ha un bilancio energetico di 3, 4, 5 volte minore dei tuoi pannelli a seconda del COP medio e si basa sullo stesso principio dell’irraggiamento. Viene da se che un eventuale PV sul tetto dimensionato anche per l’impianto termico sarebbe ridotto di un fattore 3, 4, 5…
Con il geotermico il COP è addirittura indipendente dalle condizioni climatiche, ma un semplice multisplit aria-aria già si adatta egregiamente ai climi temperati dell’italia centro-meridionale.
L’impiano ad acqua si integra perfettamente con dei pannelli solari, mentre un impianto ad aria si presta all’efficientissimo ricambio dell’aria con recupero di calore. Dulcis in fundo, la pompa di calore fa anche il freddo e deumidifica, esigenze di qualunque italiano dalla Padania alla Sicilia.

I sistemi IR che proponi hanno l’unico vantaggio di un’installazione lampo, al pari di una stufetta. Al pari di una stufetta rimane però il bilancio energetico, 1kW elettrico per 1 kW termico, seppure con il vantaggio del confort dell’irraggiamento.
Come categoria d’uso restano comunque equiparabili a delle stufette, e qui stà la forzatura più fastidiosa dei tuoi inerventi perchè nulla hanno a che vedere con i cosiddetti “impianti”.

#25 david c on 02.25.09 at 14:46

x cristiano.
Guarda che con gli incentivi del 55% il cappotto costa la metà.Eppoi se uno deve intonacare la casa, ha dei costi comunque, che sarebbero compresi nel costo del cappotto (ma ridotti del 55%)
Le varie autorizzazioni, i ponteggi, il trattamento del sottofondo, il colore sono tutti comuni al cappotto.
Quello che costa non è l’isolante (praticamente lo spessore è trascurabile nella formazione del prezzo, ma è determinante nei risultati di isolamento e confort), ma il fissaggio dell’isolante e il suo trattamento superficiale.
Fare l’isolamento dall’interno ha l’unico vantaggio di non chiedere niente a nessuno.Ma in un appartamento i costi vengono divisi per millesimi, per cui il costo del riscaldamento lo paghi ugualmente.In piu’ ti sei mangiato della superficie utile, che con quella che costa, è come darsi un bastone sui genitali.
Per di piu’ l’isolamento dall’interno non funziona come quello dall’esterno , il quale non crea ponti termici, e quindi muffe, e poi fa lavorare anche il muro come serbatoio di calore.
Risultato: se sei in condominio ti conviene perdere del tempo a far cambiare oppinione agli altri condomini.
Oltrettutto la casa con cappotto acquista valore per due ragioni:Non si creano muffe ed è piu’ confortevole, eppoi le spese sono inferiori, il che lo puoi vendere sia al proprietario come maggior valore, sia all’inquilino aumentando l’affitto.

#26 Mimmo on 02.25.09 at 16:04

Scusa, Franco.

#27 Luigi Ruffini on 02.25.09 at 18:51

Come sempre toccando certi punti ecco che ci sono i pro ed i contro.
50Kw al metro quadrato non sono affatto molti. E spiego perché: da come ho potuto verificare personalmente, con un temperatura di progetto di 0° (legge 10/91) il calcolo per il funzionamento stagionale si attesta sulle 1400 ore annue per un sistema sottopavimento, 1100 ore per i pannelli radianti. Un impianto di 100 mq richiede, come osservato giustamente, orientativamente circa 5kw/h. Il consumo annuo
si attesta sui 7000 kw ora per i sottopavimento (€1500 annui 24/su24) e 5500 Kw annui per i sistemi a pannello radiante esterni (€1200). Prezzo al Kw €0,22 iva inclusa.
Questi sono i fatti che posso sottoscrivere e, che per quanto mi riguarda in base alla mia esperienza, non sono affatto discutibili.
Poi ovvio nche ognuno abbia il legittimo diritto di trarre le proprie conclusioni. Io ho un impianto fotovoltaico di 3,96kwp e con vetri quadrupli, tetto verde, sistema sottopavimento su 135 mq calpestabili ho speso tra corrente e gas nel 2008 650€. Poi chi si diverte a criticare paghi pure la bolletta…Si vede che ha denaro da bittare.
L’energia elettrica si può produrre. Il gas no, e settimanalmente abbiamo incidenti per esplosioni. E’ un gas pericoloso ed i costi di manutenzione delle caldaie stanno aumentando.Siamo l’unico Paese con un doppia rete di alimentazione, con dipersioni e costi di gestione altissimi.
Io la penso cosi. E chi mi definisce un troll, per favore, nome e cognome, come faccio io.

#28 Luigi Ruffini on 02.25.09 at 18:58

Concordo con Cristiano anche sul cappotto. La spesa d 5 cm di sughero in 4 anni già li ho ampiamente recuperati. Il mio discorso non verte su questa soluzione meglio di quella, ma su un mix. La mia abitazione è una prova.
Thermal TT sta sviluppando un sistema di boiler con un riscaldamento a cappotto (al posto della lana di vetro solita) con una resa delta t a 45° ottima. Quest’estate proverò su un impianto sottopavimento ad acqua per usare il boiler elettrico come sorgente di calore. In questo impianto delta t tra ingresso e uscita è di 5 gradi.
Lo terrò montorato per tutto l’inverno e vi farò sapere.

#29 Franco on 02.25.09 at 19:34

Luigi, mi spieghi per favore cos’è un sistema di boiler con un riscaldamento a cappotto Magari agli altri è chiaro, ma se puoi, grazie

#30 david c on 02.26.09 at 08:38

Scusate, ma la storia della resistenza sottopavimento non mi garba.Deve essere confrontata con analogo riscaldamento a stuffette.
E’ questo il termine di paragone.E da quanto ne so costa un’enormità a confronto.
Il fatto che Luigi spenda poco di riscaldamento non dipende dal sistema di riscaldamento ma dal fatto che ha isolato la casa.
Di piu’: se cambiasse sistema di riscaldamento otterrebbe risultati migliori(investendo qualcosa in piu’)

#31 stjopa70 on 02.26.09 at 10:41

Caro Ruffini,
ti sei autodefinito troll. Io ho semplicemente fatto notare che la tua definizione si applicava anche a… te. Ma non è questo il punto.

Posso essere daccordo con te sulla neccessità di isolare gli edifici o di abbandonare il gas, ma la tua soluzione per il riscaldamento non è efficiente e quindi è applicabile solo in rarissimi casi particolari, gli stessi in cui si adotterebbero delle stufe elettriche.

Qui sei su NTE e le cifre contano, almeno come base di partenza per una qualsiasi valutazione si voglia fare.

Le cifre corrette dicono:
– tuoi pannelli forniscono 1Kw termico per 1 Kwh elettrico;
– una PdC fornisce COP kWh termici per 1 kWh elettrico, con COP>1 (abbondantemente).

Le cifre scorrette (usate per fare fumo come hai fatto tu) dicono:
– La potenza al m2 delle tue resistenze non indicano assolutamente il fabbisogno termico dell’abitazione (davide c. lo aveva già fatto notare), quindi il tuo calcolo inopinabile non ha nessun senso.
– Il paragone del tuo sistema elettrico con il gas non ha senso se ometti il paragone con altri sistemi elettrici. E la PdC lo surclassa. Anzi, controlla bene i tuoi conti perchè il tuo sistema perde il confronto energetico ed economico anche con il gas.

Riguardo lo pseudonimo, non conta come ci si chiama o come ci si fa chiamare. Nel blog non ci sarebbe comunque un confronto faccia a faccia, quindi l’unica discriminante resta il contenuto dei messaggi.

Ciao.

#32 Mimmo on 02.26.09 at 12:52

Caro Ruffini, se è da anni che operi nel settore energetico non dovresti permetterti errori dimensionali tipo ’50Kw al metro quadrato’ o ’5500 Kw annui’ o ‘Prezzo al Kw €0,22′ eccetera…

#33 Luigi Ruffini on 02.26.09 at 18:52

Sì, è vero, ho digitato e nella fretta ho messo Kw anziché w.
Ribadisco che il consumo di riferimento è 50 w/mq.
Io sono un elettricista, partita iva 00449240688. Sono iscritto alla camera di commercio di Pescara ed opero in proprio dal 1997. Sono artigiano e vivo del mio lavoro.
Sono una persona onesta e quì ci sono persone che non sono assolutamente competenti, e che anzichè cercare di capire e di imparare fanno (ma purtroppo su internet capita spesso) disinformazione, senza neppure il coraggio di dire chi sono e qual’é la loro professione.
I sistemi ad irraggiamento li installo regolarmente e, finora, non ho avuto lamentele. Ci sono stati ingegneri elettrotecnici che inizialmente erano perplessi e che ora sono assai più motivati di me nel cercare di diffondere questi sistemi perché NETTAMENTE SUPERIORI a quelli a gas.
Ovvio che io sia di parte, ma chi non conosce questi dispositivi, perché parla? Provateli prima di esprimere opinioni, specialmente con professionisti come me.
Qui non si parla di calcio e di Formula 1.
Queste sono cose serie. Se continuate a prenderla in questo modo fate danni.

#34 Luigi Ruffini on 02.26.09 at 19:02

x Franco:
I boiler normalmente hanno una resistenza elettrica. Un boiler da 80 lt normalmente ne ha una da 1200 w. Questa resistenza è installata nella parte inferiore, ed ha una regolazione della temperatura. La superficie della resistenza però è molto piccola, perciò i tempi di riscaldamento dell’acqua mediamente sono di diverse ore.
Esternamente hanno uno strato di lana di roccia e poi un secondo involucro (quello che vediamo) sempre in lamiera verniciata di bianco.
Semplicemente Thermal TT ha sostituito l’isolante in lana di roccia con un cappottino riscaldante (Thermal TT realizza da molti anni coperture termiche per le gomme di Formula 1 e motomondiale) ed ora, grazie alla superficie maggiore a contatto con l’acqua, con 1200w (mantiene la stessa potenza) è in grado di riscaldare 80 lt in molto meno tempo.
Stanno testando il prodotto presso un’istituto e sarà in commercio dal prossimo mese.
Inutile dire che se scaldi più velocemente l’acqua i consumi diminuiscono, s aumenti l’efficienza puoi anche usarla per scaldare in sostituzione della caldaia per uso riscaldamento.

#35 Luigi Ruffini on 02.26.09 at 19:08

x david c:

Il mio impianto di riscaldamento, senza abbinamento con un buon isolamento, non avrebbe costi di gestione così bassi.
Non sipuò pensare a cappottare casa con 20 cm di sughero o canapa e poi andare con termoconvettori. Sarebbe una pazzia.
A klimahouse non trovi né termoconvettori né sistemi tradizionali a termosifone. Trovi sistemi sottopavimento ad acqua ed elettrici e pannelli radianti elettrici da esterno.
Se quelche presunto esperto si muovesse ed andasse alla migliore fiera del settore che abbiamo in Italia questi prodotti oltre agli addetti al settore li conoscerebbero e non verrebbero paragonati alle stufette elettriche (roba da medioevo).

#36 andrea on 02.26.09 at 20:49

Mi sembra che davide sia il pu’ concreto di tutti e concordo su cio’ che dice ed i risultati ottenuti.

Brevemente la mia esperienza.

Avevo isolato la casa dall’interno attorno agli anni 94-96 con discreti risultati ma ponti termici che compromenttevano localmente i soffitti.
Tuttavia il consumo si era attestato nel 2000 a circa 850 Euro di gas di cui 600 per riscaldamento 250 acqua calda e gas cucina.
Nel 2001 installazione di una stufa a legna 78% efficienza. Consumi di circa 1600 kg. (costo 160 Euro!!)

Dopo un alluvionale novembre 2002, nell’estate 2003, infernale, decido che il cappotto esterno e’ fondamentale poiche’ molte muffe si erano formate nelle zone non protette dal pannello isolante.

10 cm di spessore 180 m2 di superficie coperta, spesa 7000 Euro materiale piu’ manodopera, mia collaborazione come manovale, 36% di detrazione.

Risultato dell’inverno 2003-2004, 1100 kg di legna (110 Euro di spesa). Confort incrmentato.

Cosi’ fino all’anno scorso il riscaldamento e’ solo stato a biomassa, la stufa si e’ ampiamente ripagata ma il cappotto, ahime’ richiedera’ circa 100 anni !! poiche’ riduce una spesa che era gia’ molto limitata per l’uso della legna.
La mia casa era una villetta a schiera di tre piani circa 170 mq + taverna e per questo gode del vantaggio dei moti convettivi per cui una stufa in soggiorno permette il riscaldamento anche al primo piano ed in mansarda.

Calcolando l’energia immessa con il quiantitativo di legna la casa si posizionerebbe al limite tra categoria A e B.

Ovviamente se chiedevo in giro ai cappottisti ironizzavano che volevo fare una cella frigorifera ma se dovessi rifarlo metterei 20 e non 10 cm.

Notare che ho ancora infissi originali di doppio vetro 4-8-4 convenzionali senza alcuna prestazione di isolamento.

Per chi volesse posso allegare una presentazione di riasunto che riporta i dati negli anni 2001-2005 che hanno confermato quelli qui riportati.

In conclusione credo che il cappotto sia fondamentale per migliorare le prestazioni termiche ma e’ di difficile ammortamento, mentre l’uso della stufa permette di abbattere percentualmnete in modo significativo i costi di riscaldamento. Per assurdo chi ha la casa meno isolata ammortizza la stufa in tempi piu’ rapidi, anche se deve maggiormente dedicargli tempo per la gestione.

Saluti

Andrea Mansoldo

#37 Ugo Bardi on 02.26.09 at 23:28

Vedo che la discussione è stata molto vivace. Prego tutti di stare un po’ calmi e di non dare del Troll a nessuno. Non si può giudicare una proposta da poche righe, per cui pregherei Luigi Ruffini di farci un riassunto della sua proposta in un post pubblicabile. Ovviamente, non siamo un blog commerciale quindi che non sia per favore pubblicità a una specifica azienda. D’altra parte, informazione è informazione, se è una cosa interessante e qualcuno la produce, non c’è niente di male a segnalare il nome del produttore. Basta non esagerare!

#38 Ugo Bardi on 02.26.09 at 23:31

A proposito del termometro infrarosso, il modello che ho si trova subito su ebay.it digitando “termometro infrarosso”. Viene fuori un oggetto made in Hong Kong con la sigla IR8520. E’ quello che costa meno di tutti, il prezzo di oggi è 29.90 euro. Non so se gli altri che costano di più funzionano meglio. Mi sembra che il mio funzioni bene.

#39 Ugo Bardi on 02.26.09 at 23:34

Per Carlo: ottima osservazione quella del gradiente termico della prima fotografia. L’avevo notato anch’io, ma ne ho poi scoperto la ragione. Quella foto è fatta al piano di sotto, e proprio sopra la finestra, al piano di sopra, c’è un termosifone che era bello caldo al momento in cui la foto è stata presa.

#40 Carlo on 02.27.09 at 10:48

X Prof. Bardi
gentile Prof. non me ne voglia, ma devo contestarle la contestazione!
Il calore del termosifone del piano di sopra si propaga verso l’alto, quindi dovrebbe influenzare marginalmente la temperatura del piano di sotto.
Un gradiente di qualche grado è normale in una stanza, l’aria si stratifica, è un fenomeno fisico inevitabile. Il natale scorso ho sperimentato in una stanza molto fredda, con camino acceso, circa 5 °C di differenza tra la testa ed i piedi (ero seduto!).
E’ mia esperienza comune avvertire freddo poco dopo che il termostato ha spento il riscaldamento: la temperatura media resta pressoché invariata, ma l’aria si stratifica maggiormente perchè viene meno l’agitazione dovuta ai moti convettivi provocati dai termosifoni caldi, gambe e piedi gelano con 18 °C medi.
La movimentazione dell’aria è ancora più utile in caso di riscaldamento con stufa a legna, sorgente più concentrata dei caloriferi (meno moti convettivi nel volume della stanza).

A mio avviso il modo migliore per riscaldare un ambiente coibentato da cappotto estero e doppi infissi (quello esterno con doppi vetri) è l’utilizzo di riscaldamento ad acqua a bassa temperatura sotto il pavimento, alimentato con pannelli solari termici (efficienza di conversione molto superiore al FV, minori costi, minore superficie richiesta), sistema di accumulo e boiler elettrico per le emergenze. “Qua che”, la stufa ha un fascino tutto suo.

Un saluto a tutti.

#41 Ugo Bardi on 02.27.09 at 12:17

Beh, Carlo, non è assolutamente per far polemica; è solo che ci avevo fatto caso e puntando la telecamera un po’ più su si vedeva benissimo la zona calda generata dal termosifone. Credo che questa sia la spiegazione; anche perchè in altre zone della stessa stanza non si vedeva quel gradiente termico. Considera anche che per fare le prove con la telecamera IR avevo acceso l’impianto a tutta potenza, per aumentare il gradiente termico con l’esterno. Quindi, quel termosifone era bollente!

Comunque, il discorso della stratificazione, effettivamente, dovrebbe essere molto importante. Proverò a misurarlo col termometro IR. Grazie per i commenti.

#42 marco on 02.27.09 at 15:11

Dato che la materia che concerne l’incappottamento delle case è ben più complessa sotto certi aspetti, dell’installazione del fotovoltaico,sarebbe interessante che qualche serio e volonteroso esperto scrivesse qualche articolo divulgativo al riguardo.Indicando le vie più generali per ottenere i risultati,senza peraltro scendere in dettagli tecnici eccessivamente o inutilmente complicati.
Per fare un esempio,spiegare un concetto chiave come il potere d’isolamento d’un materiale,e i fattori che permettono di climatizzare una casa a costi ragionevoli,sia sul breve periodo che a lungo termine.
Qualcosa che sia alla portata sia della casalinga di Voghera, che dell’impiegato comunale di Nichelino,tanto per intenderci, senza fermarsi alle scontate banalità di paraspifferi e sugheri alle pareti.
Sono sicuro che sì può fare,e sarebbe di enorme utilità.
Su internet si può trovare un sacco d’informazione, sparpagliate tra innumerevoli siti, ma servirebbe una serie d’esposizioni fondamentali,chiare, semplici quel tanto che basta per avere le basi per scegliere le proprie soluzioni di efficienza energetica.
Comunque,questo blog,è un ottimo inizio.
Marco Sclarandis

#43 Carlo on 02.27.09 at 15:16

OK!

Ancora complimenti per tutta l’attività di sensibilizzazione.

#44 Luigi Ruffini on 02.27.09 at 20:26

x Prof. Bardi,

sono disponibile a preparare una relazione, in parte è già presente nel mio sito, che è l’unico che non ho intenzione di pubblicizzare.
Mi scuso se ho indicato nominativi di aziende, ma sono le uniche produttrici di questi articoli nel nostro Paese, tra l’altro in concorrenza tra loro.
Credo comunque che una relazione possa aiutare a chiarire alcuni concetti, ma non sarà mai esaustiva come il testare personalmente ciò di cui stiamo parlando. Come accennavo inizialmente le condizioni di installazione sono essenziali nel determinare la resa di un sistema di riscaldamento.
Credo che a questo punto si debba aggiungere un qualcosa:
se il fine di un blog è quello di scambiarsi informazioni ed esperienze ben venga, ma l’utilizzo esclusivo dei nickname e dei profili dovrebbe essere limitato il più possibile. Le esperienze come chiacchiere da bar non portano assolutamente a nulla.
O si sa con chi si parla e qual’é la professione o non c’é relazione che tenga. Onestamente accetto volentieri commenti di persone con esperienza del settore, assolutamente no da parte di semplici appassionati occasionali e dopolavoristi.
Internet è un’ambiente libero, ma la libertà di parola non deve significare che chiunque debba dire quello che gli passa per la testa o in base a come gli gira, senza neppure qualificarsi ed assumersi le proprie responsabilità.
Sono contento perché lei ha aperto un blog che potenzialmente può riunire persone in vario modo legate alle svariate applicazione dell’energia, ma se non limita in qualche modo il proliferare di chiacchiere verrà presto fuori una bolgia infernale.
Si immagini che tiro incrociato subirei da parte di termotecnici che sviluppano sistemi tradizionali! Camuffati dai soliti nickname, magari con più iscrizioni.
Chi me lo farebbe fare? Che scambio di informazioni otterremmo?

#45 marco on 02.27.09 at 22:57

Quello che è estremamente apprezzabile del signor Luigi Ruffini è la sua trasparenza.
L’isolamento di una casa,implica conoscenze di fisica,
termodinamica,chimica,di merceologia che si fondano su fatti ben noti.Fatti meno noti o in evoluzione,avvengono in continuazione,e se ne può e deve parlare.
Esistono per esempio, materiali isolanti decisamente innovativi e superiori,da impiegare sopratutto nella ristrutturazione dell’esistente?
Naturalmente questi materiali devono essere economicamente accessibili e ecologicamente accettabili in tutto il loro ciclo di produzione vita e installazione(vedi certe colle per l’edilizia, che di ecologico hanno ben poco).
Poi si può discutere se sia o meno conveniente dal punto di vista ambientale scaldare una casa con i pannelli fotovoltaici,che attualmente hanno un rendimento inferiore
a un settimo dell’energia solare in entrata.I pannelli termici, intrinsecamente,sono più efficienti per tale scopo
ma l’impianto a cui si collegano al meglio,ovvero il pavimento radiante è costoso da realizzare se non esiste e deve sostituirne uno non ancora obsoleto.
E qui entrano in questione una tale quantità di fattori che
dare delle risposte esaurienti, può diventare lungo e complesso.In una casa singola,il rapporto fra tetto e volume
dell’edificio, è diverso da quello di un condominio di media taglia.Una casa singola il rapporto fra superfici esposte e volume rende più costoso in proporzione l’incappottattatura di un condominio.D’altra parte,in un condominio può diventare impraticabile la ristrutturazione degli impianti di riscaldamento classici con quelli a pavimento radiante.Non parliamo poi delle questioni architettoniche e burocratiche.Questo in Italia è una scienza esoterica a parte.
Io personalmente,ritengo che in linea di principio,
il riscaldamento radiante elettrico a bassa temperatura, abbia una certa validità, ma vorrei constatarlo
alla prova dei fatti.
C’è un gran bel lavoro da fare,anche perchè prima di scaldarci a uranio(dei futuri arricchiti che ce lo venderanno nel 2020 )ce ne vorrà ancora di tempo……
Marco Sclarandis.

#46 Marco on 02.28.09 at 19:55

A costo di andare fuori tema lancio l’idea della veranda solare. Creare una struttura esterna alla casa che accumuli il calore di giorno e riduca la dispersione di notte. Io e Daria abbiamo chiuso il portico con delle tende in plastica trasparente (quasi “ermetiche”). Abbiamo acceso il riscaldamento a dicembre ed è già spento da qualche giorno. I consumi si sono abbassati al punto che l’anno prossimo vorremmo chiudere anche le altre pareti (non solo a sud) facendo cosi un erorme involucro che accumuli il calore del sole. Con un bel sole la veranda solare raggiunge i 30° e basta aprire le finestre al piano di sopra e le porte al piano di sotto perché il calore entri ed esca l’aria fredda.
Certo c’è un problema burocratico ma essendo una struttura mobile la si monta solo d’inverno. Non sono un tecnico ma quest’anno ha funzionato, oppure è il riscaldamento globale ma questo non pè possibile perché i giornali dicono che l’inverno è stato freddo… Se poi si è un po’ spartani e si mettono in veranda barili di acqua per fare inerzia termica forse si riesce a passare l’inverno con il minimo disagio possibile.

#47 Luigi Ruffini on 03.01.09 at 09:04

Nel realizzare il cappotto in sughero di casa mia mi sono affidato ai consigli del mio architetto. i pannelli utilizzati sono di 5 cm di spessore, 1 x 0,5mt di dimensioni.
Sono imballati in 6 pezzi (3mq) ed il singolo pacco pesa dannatamente. Durante i lavori non ho pensato di pesarlo, ma posso ancora farlo perché me ne sono avanzati 3.
150 mq di cappotto mi hanno impegnato 1 mese tra fissaggio e stesura della rete e della colla (prima della finitura).
La colla è dannatamente forte, ogni 30 munuti dovevo lavare bene gli attrezzi altrimenti se si seccava per asportarle dovevo usare la moletta!!
Il sughero è soggetto a dilatazioni estate/inverno, e l’uso della rete di fibra di vetro comunque in 4 inverni ha eliminato crepe. Onestamente il mio dubbio è come sarebbe andato il polistirene. Costava meno ed avrei potuto realizzare un cappotto più spesso a parità di spesa.
Senza contare che il sughero da 5 cm deve essere tagliato con il seghetto alternativo…..E’ un lavoro pesante…ed io abito in una casa ad 1 piano. Nei condomini non oso immaginare….

#48 Carlo on 03.02.09 at 10:51

X Marco.
In passato mi sono imbattuto in un curioso “materiale” isolante, costituito da alluminio estruso con una forma a nido d’ape. Ogni cella era delle dimensioni di 1 cm3 circa, abbstanza piccolo da bloccare i moti convettivi che aumentano la conducibilità termica del materiale. I due lati del “foglio” di alluminio (spesso appunto 1 cm circa) erano chiusi con un foglio spesso di cellulosa. La massa di alluminio era davvero poca (pochi gr per decimetro2), riciclabile, molto più duratura delle materie plastiche o del sughero, non contiene antimuffa (sughero) e non rilascia solventi nel tempo (plastiche). Essendo un “materiale” a bassissima densità, l’isolamento termico dovrebbe essere superiore a tutti quelli attualmente in commercio. Non so se è mai stato utilizzato/commercializzato, non ne conosco il prezzo e non ricordo più se aveva le caratteristiche meccaniche per essere calpestato, ma l’idea mi era sembrata geniale.

Questo è solo un esempio dei possibili sviluppi che potrebbe avere il settore, se solo fosse una priorità del sistema (paese/continente/umanità).

#49 Gianni Comoretto on 03.03.09 at 23:59

Sto provando un sistema di ricambio d’aria a recupero di calore. E’ molto limitato, e si puo’ installare solo dove si possa accedere all’esterno con un buco nel muro, di profondita’ di una quarantina di cm. Esistono ditte che ti fanno il buco con un trapano apposito, e in quel caso installi lo scambiatore semplicemente infilandocelo.

In pratica, permette di ricambiare l’aria in una stanza (20 mc/ora direi massimo un 40 mq) senza perdere (troppo) calore. Ho fatto qualche misura, e con temperatura esterna di 4 gradi, ed interna di 20, l’aria che entrava era a quasi 18 gradi. Ha due velocita’, e se lo mandi alla velocita’ maggiore (40 mc/ora), oltre al rumore (che altrimenti è impercettibile) l’efficienza cala parecchio, l’aria entrava a 15 gradi (un 70% scarso di recupero).

Per ora l’ho provato al lavoro, dove esisteva già una stanza con buco, quando l’ho provato anche a casa vi farò sapere.

#50 stjopa70 on 03.04.09 at 08:36

Quale è il suo principio di funzionamento?

#51 giancarlo on 09.14.09 at 19:47

cerco risposta da luigi ruffini.
stò realizzando impianto fotovoltaico e elettrico …con pannelli radianti infrarosso

#52 giancarlo on 09.14.09 at 20:04

ok?